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tesori nascosti
L'associazione "Vivara - amici delle piccole isole" promuove il turismo non solo estivo
Alla scoperta delle oasi mediterranee


Quotidiano IL DENARO del 02-04-2003 num. 65 di Chiara Filippi




Nel Golfo di Napoli, accanto a Procida, c'è un isolotto che dà il nome ad
un'organizzazione sorta a Napoli nel 1997: l'associazione "Vivara - amici delle piccole isole" onlus, presieduta da Roberto Gabriele con sede a Napoli in via Riaro Sforza 159. Interessata agli aspetti naturalistici e problematici delle piccole isole mediterranee, ne promuove la conoscenza, al di là del riduttivo uso turistico più comune (estivo). Le isole sono posti magici, separati dal resto del mondo, dove la solitudine ha un'altra consistenza, e la natura un'altra forza, un fascino diverso e selvaggio. Cosa che influisce sulla tempra del carattere degli isolani.
L'associazione si prefigge più scopi: il miglioramento dell'offerta turistica in vista di un turismo possibile tutto l'anno, la tutela dei patrimoni culturali e ambientali di ciascuna isola, la diffusione di una "cultura del mare". Questi obiettivi vengono perseguiti attraverso una serie di programmi, aventi ognuno il nome di un'isola. L'informazione è affidata ad un periodico, il trimestrale "Ali Cudi — Il Corriere delle piccole isole", e ad un sito internet ricco e costantemente aggiornato (www.vivara .it). Qui si viene al corrente delle varie iniziative, come le numerose escursioni. Da segnalare le due idee più recenti: la messa a punto di un questionario, e la pubblicazione di un libro e di un video. Conosci le isole, questionario curato dal Centro studi ambientali Vivara, sarà distribuito per circa un anno (a partire da marzo 2003) ai turisti di ritorno dalle isole del golfo di Napoli. é articolato in due parti: la prima, sulla conoscenza generale delle piccole isole; la seconda, sulla conoscenza di un'isola tra quelle visitate. Il libro Vivara - L'isola della luce, è stato presentato, assieme al video (che ne è un completamento), alla recente manifestazione organizzata dalla Regione Campania, "Parchinmostra", e illustra le risorse naturali ed archeologiche, nonchè l'unicità del sito che dà il nome (e la ragion d'essere) all'associazione.
Scoprire Vivara significa scoprire mille sorprese racchiuse in un lembo di terra, una suggestiva falce di luna di appena 32 ettari.
Vivara è la metà emersa del più antico dei sette crateri di Procida, e questo determina il suo nome e la sua storia. Quando anche l'altra metà del cratere era parzialmente emersa, il "laghetto" naturale formatosi forniva un abbondante riserva di pesci: da qui il nome Vivarium (l'attuale nome risale al XIV secolo).
Le caratteristiche geomorfiche e climatiche di quest'isola poi, ovvero le coste rocciose e scoscese, la forte ripidità del terreno e la temperatura mite, associata però ad un'insolita, forte umidità, l'hanno resa poco adatta agli insediamenti umani. Vivara si conserva quasi intatta dalla sua nascita, priva di un irreversibile condizionamento antropico. Ciò la rende meta di studiosi: naturalisti e, dal 1937, archeologi. Qui, nel 1981 Tranfaglia ha individuato l'omottero Peliocòccus Vivarensis, una specie nuova. E qui restano tracce di una popolazione indigena, che ha vissuto in armonia con i micenei fino, circa, al XIV secolo a.c. Vivara non fu più abitata fino al 1600, quando diventò riserva di caccia: se ne mise a coltura una parte (a viti e ulivi), e si introdusse della selvaggina (come i conigli che tuttora la popolano). Quindi divenne avamposto militare (i fortini sono ancora visibili), riserva di legna, terreno da coltivare. I tentativi di trasformarla in un appezzamento agricolo sono quelli che, più di tutti, hanno danneggiato l'aspetto originario di Vivara. Tuttora, nonostante l'isola sia tornata "in libertà", e la vegetazione sia spontanea, i lecci che un tempo la popolavano formano soltanto un piccolo boschetto. L'interessamento di associazioni naturalistiche ha fatto sì che Vivara nel 1974 fosse dichiarata "Oasi di protezione naturale" (scampando così allo sfruttamento turistico), nel 1979 fosse sottoposta a vincolo archeologico, nel 2000 fosse dichiarata S.I.C. (sito di importanza comunitaria). Dal 2002, l'isola è "Riserva naturale statale".


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Cultura - arte

L’ASSOCIAZIONE VIVARA ONLUS, PRESIEDUTA DA ROBERTO GABRIELE,
ORGANIZZA UNA MOSTRA FOTOGRAFICA SULLE ISOLE MINORI
Quattrocento conchiglie sotto i riflettori

di Ilaria Sergi  tratto da IL DENARO del 14 maggio 2005



“ Mirabilia Maris Nostri… il tuo viaggio tra le isole”. La Villa Scotto Pagliara di Procida ospita,oggi e domani (sabato 14 e domenica 15 maggio 2005), la mostra fotografica sulle piccole isole italiane. Dalle ore dieci alle ore ventidue si potrà visitare la Riserva Naturale Statale dell’Isola di Vivara, dove sarà allestita un’ esposizione di immagini e pannelli su tutti gli aspetti della Riserva e una collezione di circa quattrocento specie di conchiglie dei nostri mari.
Il legame profondo tra isole e letteratura è il tema principe di questa mostra fotografica organizzata dall’
Associazione Vivara onlus, presieduta da Roberto Gabriele.
L’Associazione Vivara “amici delle piccole isole” (onlus),
fondata a Napoli nel 1997, si occupa di tematiche naturalistiche e in particolare dei problemi relativi alle piccole isole.
Attraverso i suoi programmi il sodalizio vuole diffondere la cultura delle piccole isole mediterranee e stimolare la curiosità e l’interesse per la “magia” della loro natura più autentica, quella delle tradizioni e delle tipicità che ancora si conservano in questi territori isolati dal resto del mondo.
Tra queste vi è la Riserva Naturale Statale dell’Isola di Vivara, una delle tre isole che formano oggi l’arcipelago flegreo. La Riserva è collegata con Procida, l’isola maggiore, attraverso un ponte che funge da sostegno alle condutture dell’acquedotto campano che approvvigiona Ischia e Procida. Originariamente Vivara era collegata attraverso una falesia alta sul mare, al promontorio di Santa Margherita di Procida e formava una propaggine a forma di semiluna, svolgentesi in direzione nord-sud e racchiudente una vasta area circolare, in buona parte occupata da una distesa di ciottoli e sabbia. Questa zona è oggi interamente sprofondata al di sotto del livello del mare ed è occupata dallo specchio d’acqua chiamato Golfo di Genito. Proprio per migliorare l’offerta turistica, incoraggiando un turismo maturo che superi i confini della stagione balneare e che sia quindi più discreto e rispettoso delle bellezze naturali e dello stile di vita di chi abita sulle isole,
l’Associazione “Vivara” propone studi e ricerche sul patrimonio naturalistico, storico e culturale delle piccole isole, nella consapevolezza che gli ambienti insulari offrono l’opportunità per un’efficace didattica naturalistico-ambientale, indispensabile per lo sviluppo di una coscienza ecologica e per favorire, soprattutto nei più giovani, l’amore per le bellezze naturali. Educare, infatti, i giovani all’amore e al rispetto per quanto di bello ci circonda, non può far altro che alimentare entusiasmo e slancio per tutti gli esseri viventi, apprezzandone a fondo l’importanza della loro tutela. Obiettivo dell’Associazione “Vivara” è favorire la diffusione di una cultura del mare, attraverso una corretta informazione anche sull’importanza delle aree marine protette; cultura che contribuisce sicuramente alla tutela dell’intero territorio senza prescindere dalla storia e dalle tradizioni delle popolazioni locali, dall’economia e dall’organizzazione sociale delle isole, alle quali deve essere affidato il ruolo di recupero ecologico del mare.
Ma oltre che nel settore della tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente,
Vivara Onlus svolge attività anche nella promozione della cultura e dell’arte, formazione, sport dilettantistico e assistenza sociale ed è impegnata, in collaborazione con l’Associazione per la Ricerca e Conservazione Ambientale nel progetto di ricerca “ I vertebrati terrestri dell’isola di Procida” ed in di studio sui Mammiferi delle isole del Golfo di Napoli.
Per ulteriori informazioni visistate il sito www.vivara.it


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