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News dalle Isole

NOTIZIE DALLE ISOLE

a cura della Redazione di Ali Cudi
Il Corriere delle piccole isole




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2 Aprile 2021


Il Parco Nazionale dell'Asinara ottiene la Carta Europea del Turismo Sostenibile


Dopo un lungo percorso di accreditamento internazionale il Parco Nazionale dell’Asinara ottiene il prestigioso riconoscimento della Carta Europea del turismo sostenibile delle aree protette insieme ad altre 7 realtà europee, entrando ufficialmente a far parte della federazione pan-europea Europarc e, se le misure covid lo permetteranno, parteciperà alla cerimonia di consegna del Diploma il 1 luglio 2021 a Sabugal in Portogallo, nel corso del prossimo Ects Network Meeting.
Un percorso portato avanti con il Ministero della Transizione Ecologica, che ha finanziato tutte le azioni di accreditamento, e con la Federazione Italiana dei Parchi. Hanno inoltre aderito al percorso di certificazione i comuni di Porto Torres, di Stintino e di Castelsardo.
Oggi la rete Europarc Cets coinvolge 37 paesi in rappresentanza di migliaia di aree protette e siti Natura 2000. Complessivamente le organizzazioni riunite nella federazione gestiscono più di trenta milioni di ettari appartenenti alla Rete Natura 2000 (pari al 40% dell'estensione totale della rete) e la CETS rappresenta la certificazione più autorevole per la qualità della gestione. Il motivo principale di ciò sta nel fatto si tratta di una certificazione di processo, che attesta il completamento di un percorso partecipativo grazie al quale l'area protetta porta vanti una strategia territoriale condivisa per il turismo sostenibile.
Una scelta portata avanti dall’Ente, dagli operatori economici e dalle amministrazioni locali, come Porto Torres, Stintino e Castelsardo in una gestione attiva della sostenibilità in ambito turistico, sotto il vaglio di un ente esterno e indipendente come EUROPARC”.


Sito web mittente: http://www.parcoasinara.org




26 Marzo 2021


Camminate primaverili con il Walking Festival
del Parco Nazionale Arcipelago Toscano 2021
dal 20 marzo   al 30 maggio.   


Il Walking Festival primaverile 2021 dà appuntamento agli amanti del trekking naturalistico nella bellezza del Parco dell’Arcipelago Toscano dal 20 marzo al 30 maggio.
Un invito a immergersi nei piccoli borghi ricchi di tradizioni, nei colori delle fioriture primaverili, con passeggiate a tema, degustazioni, nella calma, lontani dalla confusione e in piena sicurezza sanitaria. Il programma interessa le isole di Pianosa Elba, Pianosa, Giglio e Capraia.
Fra le novità di quest’anno le geo-experience, appuntamenti dedicati alla geologia, e i biowatching, passeggiate per approfondire la conoscenza dei siti protetti dal progetto Rete Natura 2000: trekking durante i quali i partecipanti avranno il privilegio di essere accompagnati da esperti geologi e naturalisti per unire il piacere di camminare a quello di conoscere sempre meglio il patrimonio geologico e naturalistico tutelato dal Parco. Ci saranno poi i Trekking del km0, durante i quali le passeggiate ci condurranno fino ai luoghi delle produzioni, per degustare miele, vino, formaggi e piatti tipici della cucina locale.
Ma la novità più importante riguarda il sistema di prenotazione. Da quest’anno tutti gli eventi proposti dal Parco Nazionale su tutte le isole saranno prenotabili direttamente online. Basta cliccare questo link e consultare il calendario, per poi essere indirizzati al sito dove è possibile completare la prenotazione pagando, ove richiesto, con carta di credito.


Per informarsi e prenotare:



Per ogni esigenza e informazione contattare Info Park, 0565 908231 - info@parcoarcipelago.info


Sito web mittente: http://www.islepark.it/




22 Febbraio 2021

Mufloni e specie aliene: le precisazioni del Presidente del Parco


Il progetto Life “Let’s go Giglio”, finanziato dalla Unione Europea ed attuato dal Parco Nazionale è finalizzato ad un insieme di azioni, tra cui l’eradicazione ed il contrasto delle specie aliene e la cura di diversi ettari di pineta.
 
Primo punto: cosa sono le specie aliene e perché si interviene su di esse? Sono quelle che l’uomo ha artificialmente spostato dal suo areale originario volontariamente o involontariamente. Le specie aliene sono la seconda causa di perdita di biodiversità nel mondo, dopo la distruzione dell’habitat. In particolare sono responsabili dell’estinzione della metà delle specie di uccelli negli ultimi 500 anni. Per questo le più importanti organizzazioni mondiali che si occupano di biodiversità (IUCN, CBD) spingono verso la riduzione delle specie aliene, soprattutto nelle isole.
 
L’unione europea ha approvato un regolamento specifico, il 1453 del 2014, e nella strategia per la biodiversità europea per il 2030, presentata a maggio dalla commissione, uno degli obbiettivi principali è ridurre del 50% il numero delle specie minacciate dalle aliene. Non è un caso che proprio il 17 Febbraio scorso l’unione europea ha annunciato lo stanziamento di 121 milioni di euro per i progetti life e che abbia finanziato il progetto let’s go Giglio, appunto uno di essi.
 
Il progetto prevede l’eradicazione del muflone ed il controllo di altre specie aliene (Fico degli ottentotti, coniglio, tartaruga Trachemis scripta etc).
 
Ultimamente molta attenzione si è concentrata sul muflone.
 
Sul fatto che vada rimosso dall’isola del Giglio ci sono pochi dubbi, trattasi di specie aliena ed il motivo per cui l’unione europea ha finanziato il progetto è proprio quello. L’ISPRA (Istituto superiore per la ricerca ambientale) ha ovviamente evidenziato nel suo parere che i Mufloni che dovessero essere catturati, non possono essere rilasciati in nessuna zona non recintata d’Italia. Il motivo è semplice in tutta la penisola il Muflone è una specie aliena, che appunto, dove possibile va eradicata, figuriamoci se si può immettere. In Sardegna invece la specie non è considerata aliena, ma para-autoctona, in quel caso non possono essere immessi animali di provenienza continentale per salvaguardare il patrimonio genetico sardo. Ovviamente le aree recintate dove possono essere immessi devono fornire sufficienti garanzie per impedire la fuga degli animali.
  
Dovrebbe essere superfluo rilevare che tali recinti non devono essere su un’isola: è proprio da un recinto che con il tempo i mufloni dell’isola del Giglio sono fuoriusciti e catturarli per metterli in un recinto su un’isola sarebbe una sorta di gioco dell’oca…
 
Infine per gli eventuali abbattimenti va specificato che il muflone è una specie cacciabile e che nella sola Toscana ogni anno vengono abbattuti in attività venatoria oltre 200 capi, abbattimenti che non sono di alcuna o modesta utilità per altre specie, a differenza di quelli del Giglio, una volta eradicati. Basti pensare alle conseguenze, su ambiente, specie autoctone (e oltretutto abbiamo letto in questi giorni anche sull’agricoltura) che avremmo oggi se non fossero stati abbattuti i circa 100 esemplari negli scorsi anni; esemplari a cui andrebbero sommati quelli attualmente presenti e quelli scaturiti dalle riproduzioni.
 
Resta inteso, così come già attuato per azioni analoghe svolte nella vicina isola d’Elba che se qualcuno, a proprie spese e con tutte le autorizzazioni e le prescrizioni da parte di ISPRA e altri soggetti competenti, richiede formalmente che gli siano consegnati un certo numero di capi da ubicare al di fuori dell’isola del Giglio, in zona recintata ed autorizzata, saremo ben lieti di effettuare la consegna compatibilmente con le tempistiche di stato di avanzamento del progetto.
 
In Italia la gestione e la conservazione della biodiversità ha molte similitudini con il calcio, infatti per entrambe le cose spesso c’è una forte componente emotiva che, nel secondo caso si chiama tifo e una tendenza a pensare di essere estremamente competenti in materia. Non a caso si usa dire che in Italia ci sono 60 milioni di allenatori della nazionale. In realtà la stragrande maggioranza degli italiani è molto più competente nel calcio che nella fauna selvatica o nelle piante. Infatti, l’italiano medio che parla di calcio vede 2-3 partite a settimana e sente parlare in tv allenatori, calciatori, opinionisti, giornalisti specializzati e magari ha anche giocato al calcio o quantomeno a calcetto. Invece l’italiano medio che parla di fauna selvatica (con le dovute eccezioni per carità) mediamente ha visto qualche puntata del “Mondo di quark” (fatte benissimo peraltro) e qualche film di Walt Disney.

Queste prerogative fanno si che, mentre nessuno di noi si metterebbe a discutere con un ingegnere su come si fa un calcolo di cemento armato, se non per farsi spiegare in cosa consiste ci sono molte persone che pensano di sapere tutto sulla gestione della fauna e delle aree protette. Accanto a queste però ci sono molte persone curiose ed interessate e che vogliono capire il perché di certe azioni ed è a loro che mi rivolgo con queste precisazioni.
 
 
Giampier Sammuri
Presidente Parco nazionale Arcipelago Toscano



19 Febbraio 2021

Procida, dopo cinque mesi riapre la biblioteca pubblica:
“Sarà come tornare a vivere”
 
 
“Sarà un po’ come tornare a vivere, in attesa che la pandemia sia sconfitta”. Diana Melles è una delle volontarie della biblioteca pubblica “Don Michele Ambrosino” di Procida, che oggi riapre, dopo cinque mesi di chiusura forzata a causa del Covid, al primo piano dell’ex Conservatorio delle Orfane, la struttura di Terra Murata dove sarà a breve inaugurato il Museo civico intitolato a Sebastiano Tusa.
“La riapertura avverrà nel pieno rispetto delle normative – spiega l’assessore alla cultura del Comune di Procida, Michele Assante del Leccese - e avvicina la nostra isola all’anno da Capitale italiana della cultura sottolineando il suo secolare rapporto con la letteratura, che oggi – anche grazie a iniziative come il premio Elsa Morante – si diffonde sempre più anche tra i giovani, appassionandoli alla lettura”.
A coordinare i volontari Pasquale Lubrano Lavadera, che presiede l’associazione “Isola di Graziella”. L’apertura della biblioteca, che diventerà polo regionale, è prevista il lunedì dalle 16.00 alle 19.00, il martedì dalle 9.30 alle 12.30 e dal mercoledì al venerdì dalle 16.00 alle 19.00. Tra i progetti, la catalogazione informatica degli oltre quattromila volumi (che agevolerà la consultazione dei volumi a distanza, direttamente dal proprio computer) e – per ora in modalità online – il progetto “Amato Libro”, che stimola dibattito e riflessioni condivisi tra lettori appassionati (il prossimo appuntamento, il 21 febbraio, è sulla valorizzazione di lingua madre e diversità linguistiche). Attivo anche il gruppo culturale “Lectrices et Lectores in Fabula” che – con il coordinamento di Gea Palumbo – continuerà ad approfondire il fondo letterario su Procida. “Il nostro sogno - spiegano i volontari – è che le giovani generazioni possano avvicinarsi sempre di più al mondo della biblioteca”.
 



5 Febbraio 2021


Dal 5 febbraio si aprono le prenotazioni online 2021 per visitare con
    il Parco l'Isola di Pianosa con escursioni speciali


Dal 5 febbraio si aprono le prenotazioni online 2021 per visitare con il Parco l'Isola di Pianosa con escursioni speciali.  Si tratta di sole 8 date - dal 29 maggio al 20 giugno – in cui viene proposta  un'escursione con accompagnamento della Guida Parco tutto il giorno.

E'  possibile scegliere tra due tipi diversi di itinerario, sempre con guida  dedicata, a disposizione tutto il giorno: un nuovo speciale e  spettacolare percorso in mountain bike oppure una facile escursione a piedi con visita guidata nell'antico borgo, che comprende l'ingresso al nuovissimo Museo delle Scienze Geologiche ed Archeologiche e alle Catacombe.

Il costo di € 55 (tariffa intera) è comprensivo di trasporto marittimo da Piombino a Pianosa a/r, (scalo a Marina di Campo,  isola d'Elba), ticket  di accesso area protetta, servizio guida. In caso di condizioni meteo  marine avverse la partenza sarà annullata e sarà effettuato il rimborso.

Oltre  alle 8 date speciali, in seguito (a partire dalla metà di marzo) sarà  attiva la fruizione giornaliera e sarà possibile prenotare online  diverse tipologie di escursioni.

E'  importante leggere tutte le informazioni sulle modalità di prenotazione e  di pagamento e le condizioni del servizio che sono descritte in  dettaglio sul sito delle prenotazioni online, già attivo raggiungibile a  questo link:  https://prenotazioni.islepark.it/pianosa/

E' comunque sempre a disposizione anche l'ufficio info Park al tel. 0565 908231.

Per chi non conosce l'isola di Pianosa

Pianosa  con i suoi 10,2 kmq è per estensione la quinta isola dell'Arcipelago.  Frequentata dall'uomo preistorico e dai più antichi navigatori presenta  testimonianze del neolitico, dell'eneolitico e dell'età del Bronzo. Sede  di strutture residenziali marittime di epoca romana, nel periodo  imperiale fu luogo d'esilio di Postumio Agrippa, nipote di Augusto. E'  stata sede di penitenziario fino al 1998.


Informazioni storiche e naturalistiche sull'Isola  http://www.islepark.it/visitare-il-parco/pianosa

Sito web mittente: http://www.islepark.it/


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Il vincitore  del concorso fotografico riservato ai  visitatori dell’isola di Montecristo 2020


Il Parco Nazionale Arcipelago Toscano a febbraio 2020 aveva lanciato un concorso fotografico amatoriale,  riservato a coloro che  avevano prenotato la visita           a Montecristo nel 2020.  La iniziale adesione entusiasta con centinaia di richieste, è stata probabilmente scoraggiata dalla emergenza Covid arrivata           subito dopo.  Sono arrivate  comunque 152 foto di 20 cittadini provenienti da varie parti di Italia, che hanno aderito mandando i loro scatti accompagnati da commenti           emozionati e poetici o di grande apprezzamento per questo nostro gioiello di biodiversità.

La giuria, composta dal Direttore del Parco Maurizio Burlando e dal fotografo professionista  Roberto Ridi,  ha premiato la foto di Claudio Varaldi di Asti, con la seguente motivazione:

“Attraverso una inquadratura originale l’autore ha saputo cogliere la sintesi degli elementi naturalistici e geologici rappresentativi della unicità dell’Isola di Montecristo” .

Il vincitore, come premio avrà una gita gratuita tra quelle previste dal Parco nel 2021, e ci ha comunicato che ha scelto di visitare Pianosa.

Sono state segnalate dalla giuria  anche le 18  foto migliori, di autori diversi, che sono visibili  sul sito dell’Ente Parco al link che segue e che saranno pubblicizzate sui social indicando il nome dell’autore .




Di seguito l’elenco degli autori delle 18 migliori foto.

Giovanni Procacci di Desio (MI)
Massimo Macherelli San Casciano Val di Pesa (FI)
Flavia Iacovitti  di Roma
Alberto Andreoni  di Firenze
Claudio Varaldi di Asti
Livia Benedetti di Roma
Mario Vallini di Livorno
Fabrizio Aiello di Reggello (FI)
Corrado Vandoni di Bellinzago Novarese (NO)

Sito web mittente: http://www.islepark.it/





31 Gennaio 2021


Dal primo febbraio aperte le prenotazioni on line 2021
per visitare con il Parco l’isola carcere di Gorgona.

20 date disponibili, la prima è sabato 20 marzo

Gorgona, ultima isola carcere attivo d’Italia, se non d’Europa, la più piccola, verde e selvaggia tra le isole del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, rappresenta un po’ l’isola del riscatto dei detenuti, che lì coltivano le vigne e gli ulivi imparando un mestiere. La ricchezza naturalistica, unita al fascino di un’isola modello di recupero sociale, la rendono una tra le più richieste dai visitatori. Il Parco in collaborazione con l’Amministrazione Penitenziaria conferma anche per il 2021 il programma di fruizione per far conoscere questo territorio protetto seppure con limitazioni dovute al regime carcerario da una parte e alla tutela della biodiversità dall’altra.

Dal primo febbraio 2021 sono aperte le prenotazioni on line per visitare l’isola con il Parco: 20 le date disponibili, la prima è sabato 20 marzo la partenza è solo da Livorno.
Per chi volesse visitarla è necessario prenotare on line sul sito: https://prenotazioni.islepark.it/gorgona/

Si riassumono di seguito modalità e costi.

Nella organizzazione della visita sono previste alcune regole in più per disposizioni dettate da motivi di sicurezza, le visite guidate infatti devono essere autorizzate dall’Amministrazione Penitenziaria in accordo con l’Ente Parco secondo un calendario concordato.
Le presenze giornaliere di visitatori sull’isola sono contingentate per un numero massimo di 100 visitatori al giorno.
E’ possibile effettuare la prenotazione fino a una settimana prima della data dell’escursione, per poter procedere all’invio dei nominativi alla Direzione Penitenziaria. E’ obbligatorio seguire tutte le indicazioni della Guida e non è possibile muoversi individualmente.
Durante la visita non è consentito l’uso di apparecchi fotografici e di telefoni cellulari e la balneazione è vietata.
Per la conferma della prenotazione è necessario compilare, almeno una settimana prima, un modulo completo di tutti i dati anagrafici che verranno trasmessi alla Polizia Penitenziaria per i necessari controlli.

La visita consiste in un’escursione trekking con accompagnamento di guida lungo il percorso autorizzato. E’ importante tenere presente che le escursioni possono essere effettuate solo se si è dotati di scarpe da trekking con suola scolpita e che in caso di abbigliamento non adeguato la Guida può decidere di non far partecipare alla visita. I passeggeri devono presentarsi al molo d’imbarco 30 minuti prima della partenza muniti dei documenti d’identità indicati in fase di prenotazione. L’isola è sotto la sorveglianza della Polizia Penitenziaria.

Costo € 45 intero – € 36 ragazzi dai 5 ai 12 anni – gratuito bambini da 0 a 4 anni. Il costo è comprensivo di trasporto marittimo da Livorno a/r, ticket di accesso area protetta, servizio Guida. L’escursione trekking inizia dal terrazzo del Belvedere, raggiunge la Torre Nuova (che è di origine medicea e si trova nella parte alta del paese, a protezione del porto) utilizzando le strade sterrate realizzate dalla Amministrazione Penitenziaria.

Si raggiunge Punta Paratella, da cui è possibile effettuare una sosta con un affaccio magnifico su Cala Maestra. Si raggiungono poi il piccolo cimitero storico dell’isola e la Rocca Vecchia, la più antica fortificazione dell’isola, di epoca pisana. Itinerario escursionistico parzialmente all’ombra. Lunghezza: 6 km – Dislivello: 250 m – Durata: 3 ore – Difficoltà: medio – facile. In caso di condizioni meteo marine avverse la partenza verrà annullata e verrà effettuato il rimborso.

Tutte le informazioni sulle date disponibili e sulle modalità di prenotazione e pagamento sono dettagliate sul sito delle prenotazioni sopra indicato oppure è a disposizione l’ufficio info Park tel. 0565 908231 e il sito istituzionale dell’Ente Parco http://www.islepark.it/visitare-il-parco/gorgona





27 Gennaio 2021


Ripartono le visite guidate a Montecristo:
dal 28 gennaio le prenotazioni online per il calendario 2021.
La prelazione dei 100 posti per i residenti scade il 28 febbraio


Dalle ore 9 del 28 gennaio sarà on line sul sito https://prenotazioni.islepark.it/montecristo/ il calendario delle visite dell’Isola di Montecristo che per il 2021 propone 25 date. La prima uscita è fissata per il 13 marzo; ultima escursione programmata per il 25 settembre. Le gite sono sempre programmate al sabato o alla domenica. La prenotazione è  nominativa e comporta il pagamento immediato con carta di credito sul sito di prenotazione.

La visita, organizzata dall’Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano in accordo e con il supporto operativo del Reparto Carabinieri Biodiversità di Follonica, prevede la partenza da Piombino Marittima e lo scalo a Porto Azzurro (Isola d’Elba); in due casi – 18 giugno e 10 settembre – le partenze  sono da Porto S. Stefano con scalo all’Isola del Giglio.

Ogni data del calendario consente la visita a 75 persone. Il costo dell’escursione è di Euro 120 € a persona. I servizi sono curati da Info Park Arcipelago Toscano contattabile  al tel. 0565 908231.

C’è anche una piccola novità introdotta nel calendario 2021: le escursioni del 18 e del 25 settembre prevedono una permanenza più lunga sull’isola, con un costo di € 135. I costi sono comprensivi di trasporto marittimo a/r, ticket di accesso area protetta, servizio Guida Parco. Età minima dei partecipanti 12 anni. In caso di condizioni meteo avverse saranno proposte date di recupero.

Anche per quest’anno, al fine di agevolare le prenotazioni dedicate ai residenti nelle isole dell’Arcipelago Toscano si possono prenotare online anche i 100 posti a loro riservati al costo di € 60 a persona. Non ci saranno date fisse  riservate, ma si potrà scegliere una data a piacere tra quelle previste dal calendario programmato per tutti. Attenzione però, i residenti potranno  esercitare la prelazione prenotando entro il 28 febbraio 2021; se entro quella data non saranno stati prenotati tutti i 100 posti a costo agevolato, quelli rimasti liberi saranno resi disponibili a costo pieno per tutti.

Si raccomanda di leggere le informazioni dettagliate sulle modalità di visita, sulla tipologia di escursione, sul calendario completo e sulle regole di comportamento disponibili sul sito di prenotazioni: https://prenotazioni.islepark.it/montecristo/

Per ogni ulteriore richiesta di chiarimento si può contattare Info Park tel. 0565 908231 email info@parcoarcipelago.info

Montecristo è una delle isole più importanti per la tutela della biodiversità dell’Arcipelago Toscano e del Mar Tirreno, un luogo straordinario e fragile dal punto di vista ambientale, un vero e proprio santuario della natura la cui fruizione, da sempre contingentata, richiede il rispetto di specifiche regole di comportamento e modalità organizzative gestite dall’Ente  Parco, in stretto  accordo con il Reparto Carabinieri per la Biodiversità di Follonica.

Riconosciuta Riserva Naturale Statale con D.M. del 4 marzo 1971 e Riserva Naturale Biogenetica diplomata dal Consiglio d'Europa nel 1988, l’Isola di Montecristo è  inserita nel perimetro sia del Parco Nazionale Arcipelago Toscano, sia della Riserva della Biosfera “Isole di Toscana” nell’ambito del Programma MAB dell’UNESCO, nonché' nel Santuario Internazionale dei Mammiferi Marini Pelagos.

Per informazioni sull’Isola si rinvia al sito dell’Ente Parco  http://www.islepark.it/visitare-il-parco/montecristo.





18 Gennaio 2021


Procida, Capitale italiana della Cultura nel 2022.
Un arcobaleno di pastelli che fa sentire a casa. È la vittoria di un’idea

L’affermazione dell’isola su città complesse e capoluoghi.
«La Campania per sostenerla deve battere se stessa»

di Maurizio de Giovanni
Fonte:


Noi lo sappiamo, com’è Procida. Conosciamo che meravigliosa sensazione sia arrivarci, ovviamente dal mare, e osservare quell’arcobaleno color pastello di mura irregolari che brillano nel sole. Sappiamo che significa sbarcare, e annusare un’aria che sa di mare ma anche di alberi e di cucina, e ascoltare voci di pescatori e marinai, e incrociare sguardi e sorrisi. Noi lo sappiamo, com’è Procida.

Procida è un’idea
E sappiamo quello che vuol dire inerpicarsi per quelle strade e quei vicoli, affrontando i dislivelli di un luogo che è meno isola di ogni altro, un paese di terra e cielo quanto di acqua e di azzurro, così caratteristico eppure così consueto: il motivo per cui, contrariamente ai luoghi dove imperano glamour e ricercatezza o insegne e menù disegnati in lingue straniere, uno si sente stranamente a casa fin dal primo momento, dal primo passo sulla terraferma. Noi lo sappiamo, com’è Procida. E sappiamo che più che altro, Procida è un’idea. E siccome lo sappiamo, siamo felici come non si potrebbe di più di fronte alla notizia che quest’idea ha l’onore e l’onere di essere stata nominata capitale italiana della cultura per il 2022.

La competizione
A scorrere l’elenco delle avversarie in lizza c’è da rendersi conto immediatamente della difficoltà della competizione, di quanto sia stato complicato far valere le ragioni di quest’idea: città complesse e capoluoghi di provincia, come Ancona, Trapani, Taranto e Bari; luoghi di interesse archeologico primario, come Cerveteri; località dal contesto naturalistico bellissimo, come Pieve di Soligo e Verbania; e non si contano le importanti città che hanno partecipato alla selezione nelle fasi precedenti, tra cui la vicina Castellammare di Stabia, custode della memoria del grande Raffaele Viviani. Eppure a vincere è stata questa colorata, deliziosa idea in mezzo al mare. Da parte nostra e tra le molteplici espressioni culturali di questa straordinaria idea ci piace ricordare l’inimitabile Concetta Barra, dalla voce meravigliosa, e suo figlio Peppe, diamante splendido di una generazione fantastica di teatranti colti e creativi.

Il tributo alle isole del Mediterraneo e il compito della cultura
Le motivazioni della scelta sono molteplici e inducono a un legittimo, enorme orgoglio. È un tributo a una realtà, quella delle isole del Mediterraneo, che tanto porta alla complessità e quindi alla ricchezza di questo Paese. Noi però riconosciamo in Procida un pezzo fondamentale di casa nostra, un’imprescindibile componente di una cultura identitaria che fa di noi quello che siamo. Perché è adesso, proprio adesso, che l’onore si trasforma in onere: l’obbligo di prendere la bandiera, metterla in ordine e alzarla. Nessuno deve lasciare Procida sola, adesso: il compito è importante, ed è quello di far capire a tutti, e prima ancora a noi stessi, che la cultura dev’essere un’industria e deve dare da mangiare a tanta gente. Che l’ambiente è una risorsa e non va stuprato, che la memoria è tutt’altro che un peso, piuttosto un motore potentissimo. Che attraverso il cibo e il vino, i libri e il palcoscenico (di cui l’isola che non è un’isola ma un’idea è ricchissima) si trasmette la bellezza, e che avere la bellezza significa avere le carte per vincere qualsiasi partita. Tutti abbiamo l’obbligo di sostenere e proteggere questo luogo magico, costruendo una rete come quelle dei suoi pescatori e remando nella stessa direzione, come le sue barche. Per una volta dimenticando egoismi e limitati orizzonti controproducenti. L’idea che afferma Procida, vincendo la sua competizione, è la solita: la Campania ha tutto quello che serve per trionfare, ma ha da battere il peggior nemico. Se stessa.





17 ottobre 2020


Archeologia marina al largo di Pianosa

Anfore e marmi di epoca romana fotografati con una speciale tecnica a 640 metri
di profondità al largo dell'isola di Pianosa grazie a un ROV, un robot sottomarino.


Nel silenzio, a 640 metri di profondità, il robot sottomarino Multipluto-2 rivela improvvisamente un piccolo tesoro: anfore, marmi e laterizi di epoca romana perfettamente conservati all'interno di una fossa nelle acque dell'isola di Pianosa, nell'Arcipelago Toscano.
TECNOLOGIE PER GLI ABISSI. Un grande risultato di archeologia subacquea reso possibile dalla collaborazione tra università e privati: la competenza scientifica del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università Ca' Foscari e Guido Gay, l'ingegnere titolare della Fondazione Azionemare, nonché produttore e pilota in remoto di robot sottomarini in grado di esplorare relitti in profondità. La missione è così partita, con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno.
Le immagini di questo tesoro archeologico, che era il carico di un trasporto romano datato al II o al I secolo a.C., sono state realizzate grazie a una tecnica di fotogrammetria automatica: il ROV (Remotely Operated Vehicle) ha catturato migliaia di fotogrammi per mostrare nel dettaglio un grande numero di reperti decisamente ben conservati.
ARCHEOLOGIA MARINA. Questa preziosa documentazione all'isola di Pianosa è la seconda realizzata da Multipluto. La prima, nell'estate del 2019, era servita per mettere a punto la fotogrammetria di un altro relitto di epoca romana, datato al I secolo d.C.. Si trattava di una nave che trasportava un importante carico di marmi e anfore, affondata a nord-ovest dell'isola della Gorgona, a 34 km dalla costa toscana, a 280 metri di profondità. In quella prima missione erano state recuperate due anfore che, portate sull'isola di Capraia, sono poi state ripulite e classificate.





3 ottobre 2020


Nuovo eccezionale avvistamento di Foca monaca nel
Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, questa volta all’isola di Pianosa.


Evidentemente le coste e le acque protette del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano rappresentano un habitat ideale per la Foca monaca, specie minacciata di estinzione di cui sopravvivono in natura meno di 700 esemplari. Dopo i ripetuti avvistamenti all'isola di Capraia, tra giugno ed agosto, questo splendido e simpatico mammifero sembra aver cambiato luogo di “villeggiatura”, ma sempre nel territorio delle sette isole toscane, riconosciute non solo come area naturale protetta di caratura nazionale, ma anche come Riserva della Biosfera nell'ambito del Programma internazionale MAB UNESCO, all'interno del Santuario dei Mammiferi Marini Pelagos.
Nel pomeriggio di ieri 2 ottobre il Maresciallo Francesca Fabrizi del Reparto Carabinieri Parco e l'Assistente Capo Coordinatore Michele Comune della Polizia Penitenziaria hanno avvistato, fotografato e filmato un esemplare di Foca monaca lungo la costa orientale dell’isola d Pianosa.
Il mare era particolarmente mosso, ma i due militari non hanno avuto nessun dubbio ed hanno prontamente inviato la documentazione al Presidente del Parco Giampiero Sammuri, che ha trasferito le immagini alle ricercatrici di ISPRA Giulia Mo e Sabrina Agnesi, esperte che sin dal primo avvistamento a Capraia hanno esaminato tutta la documentazione proveniente dall'Ente Parco relativamente alla Foca monaca.
Le due ricercatrici, seguendo un preciso protocollo che consiste nell’attenta valutazione delle immagini ed il diretto resoconto degli autori dell’osservazione, hanno validato l’avvistamento. Secondo Mo e Agnesi “dall’analisi del materiale video/fotografico ed il resoconto degli avvistatori si tratta di un esemplare di taglia medio-grande. Questa notizia conferma la valenza dell’Arcipelago Toscano per la specie e la raccolta di ulteriori elementi conoscitivi nel tempo permetterà di meglio comprendere la sua frequentazione nell’area“.
“Sono veramente entusiasta di questa nuova osservazione di Foca monaca – afferma il Presidente del Parco Nazionale Giampiero Sammuri – oltretutto in un’isola diversa. Voglio ringraziare sentitamente sia il Maresciallo Fabrizi, sia l’Assistente Capo Coordinatore Comune, che hanno dimostrato di avere, oltre ad un’ottima professionalità nel proprio lavoro anche uno spirito di osservazione non comune. Grazie anche al faunista Vincenzo Rizzo Pinna che ha immediatamente elaborato le immagini per permettere un esame migliore ed ovviamente alle ricercatrici di ISPRA Mo ed Agnesi, sempre disponibili e professionali. Ora dobbiamo intensificare il monitoraggio per comprendere meglio gli sviluppi di questo eccezionale ritorno e implementarne le azioni di tutela ”.



Sito web mittente: http://www.islepark.it/




26 settembre 2020

Esemplare di ragno alloctono nel
Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena


La nostra guida ambientale escursionistica Emanuela Zedda ha documentato la presenza nel nostro territorio, di un esemplare femmina di Argiope trifasciata, specie appartenente alla famiglia Araneidae, originaria dal continente americano ma ormai considerata specie cosmopolita ed in espansione.
Si tratta di una specie innocua, annoverabile tra quelli che vengono definiti “ragni vespa”, nell’arcipelago sono presenti i suoi parenti più prossimi Argiope bruennichi e Argiope lobata.
Fino a qualche tempo fa non era presente in Italia e la sua presenza in Europa si limitava alla penisola iberica alle isole Canarie e a Madeira. In Sardegna era stata fino ad oggi segnalata soltanto a sud e più recentemente in Ogliastra. Nessuna segnalazione invece era mai pervenuta dalla Gallura.
L’espansione di questa specie è agevolata dal fatto che i piccoli sfruttano la tecnica del “ballooning” che grazie alle piante e a un filo di seta gli consente di sollevarsi fino a diverse centinaia di metri di altezza e spostarsi su raggi di parecchi km trasportati dal vento.
La nostra guida, Emanuela Zedda, sta monitorando l’esemplare per verificare se si tratti di un esemplare isolato, se vi siano anche esemplari maschi nei paraggi e se arrivi a riproduzione


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20 settembre 2020


Isola di Gallinara, lo Stato esercita la prelazione.
L’aveva acquistata il magnate ucraino Boguslayev


Proprio al fotofinish lo Stato esercita il diritto di prelazione sull’isola di Gallinara, sulla Riviera ligure di Ponente, di fronte al comune di Albenga al quale appartiene e ad Alassio (Savona). Manca ancora l’ufficialità, ma il ministero dei Beni culturali, guidato da Dario Franceschini, ha deciso di intervenire sulla parte più rilevante della vendita, esercitando il diritto di prelazione su una parte dell’isola, quella dove si trova la grande villa storica padronale e altri edifici. Obiettivo renderli pubblici a aprirli ai visitatori.

Lo Stato vuole così fermare l’operazione immobiliare sull’isola a forma di tartaruga del magnate ucraino Olexandr Boguslayev, 42 anni, residente a Montecarlo ma con cittadinanza di Grenada, figlio del presidente della Motor Sich, storico fornitore dell’aviazione russa.

L’operazione, per complessivi 25 milioni di euro, era divisa in due tranche. Il magnate all’inizio di agosto aveva rilevato le quote della società proprietaria della parte bassa dell’isola per 10 milioni di euro e aveva acquistato gli immobili dai proprietari per 15 milioni di euro. Su questa seconda parte lo Stato ha deciso di esercitare la prelazione. L’acquisto statale lascia al magnate russo solo la parte più selvaggia dell’isola, di fatto inutilizzabile a causa dei vincoli ambientali e paesaggistici e per la manutenzione molto onerosa.

La storia dell’isola, che prende il nome dalle galline selvatiche che la popolavano nell’antichità, come riportano Catone e Varrone, è legata a passaggi di mano che hanno attraversato i secoli. É stata il rifugio di san Martino di Tours verso la fine del IV secolo e sede di un monastero, ma è stata anche al centro di traffici commerciali con la Francia, come testimoniano i relitti in mare. Dopo le invasioni saracene del IX e X secolo l’edificio monastico venne ricostruito dai benedettini. Proprietà della Chiesa fino al 1842, l’isola fu poi venduta a privati riuniti in una Srl che faceva capo a 9 famiglie liguri e piemontesi.

Il 17 giugno il passaggio di proprietà a una società di Montecarlo legata al magnate ucraino. L’isola, a 1,5 chilometri dalla costa, è riserva naturale dal 1989. La notizia dell’acquisto da parte del magnate russo era stata resa nota ai primi giorni di agosto. E il ministro Franceschini si era detto favorevole a valutare l’esercizio del diritto di prelazione. Il vicepresidente della commissione giustizia alla Camera Franco Vazio aveva poi ribadito l'interesse del ministro: «L’isola di Gallinara dovrà diventare un bene pubblico, da tutelare e conservare, e soprattutto dovrà essere fruibile a tutti, perché patrimonio della nostra storia e della nostra comunità».








7 settembre 2020


PRESENTAZIONE DEL MUSEO CIVICO e TRASFERIMENTO A PROCIDA
DELLA SEDE DEL COMITATO DELLA RISERVA NATURALE STATALE DI VIVARA  

E'stato presentato al pubblico il Museo Civico di Procida che ospiterà anche la nuova sede della Riserva Naturale Statale Isola di Vivara. Sono intervenuti il Sindaco di Procida Dino Ambrosino, l'Assessore Antonio Carannante, il Direttore del Museo Nicola Scotto di Carlo, i proprietari dell’isola di Vivara sigg.ri Diana, il Prof. M. Marazzi e il Commissario della Riserva Naturale Statale Gennaro Esposito, nominato dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa nello scorso aprile.
Il Museo Civico sarà situato nei locali al piano terra dell’ex Conservatorio delle Orfane a Terra Murata e si estenderà anche alla Cappella della Purità. Da oggi Procida ha una rinnovata e preziosa attrattiva turistico/culturale, grazie anche alle Università Federico II di Napoli e Suor Orsola Benincasa.
Il Museo Civico– precisa il Direttore Nicola Scotto di Carlo – si può considerare una “infrastruttura culturale” in quanto si tratta di una “Istituzione permanente”, al servizio dei cittadini, nata con lo scopo di studiare, conservare e divulgare la storia, l’archeologia, la geologia, il mare, l’ambiente e la storia dell'isola di Procida.
Inoltre, è già nata con la Riserva Naturale di Stato una stretta sinergia perospitare il Centro Visite e Infopoint di Vivara. Il Museo Civico avrà diverse Sezioni: Geologia; Storia Antica dell’Isola di Procida; Storia della Marineria Procidana. Inoltre comprenderà il Centro Visite di Vivara, curata dalla Riserva, su flora, fauna aree protette e Rete Natura 2000 -. Infine, dopo 18 anni viene trasferita da Napoli a Procida, sempre presso l’ex Conservatorio delle Orfane, la sede del Comitato di Gestione della Riserva di Vivara. – Si tratta di un obiettivo fissato dal Ministero dell’Ambiente che si è  raggiunto grazie soprattutto alla forte volontà del Comune di Procida che ha messo a disposizione i locali e due dipendenti comunali.
Fondamentale è stato anche il supporto della Regione Campania–Presidenza e Assessorato all’Ambiente, che ha distaccato due dipendenti regionali presso la Riserva, nonché per aver garantito la prevenzione antincendio e la manutenzione della sentieristica attraverso la SMA Campania. A ciò si aggiunga il forte impegno dell’Arma dei Carabinieri, nella sua componente Forestale e Territoriale per il rafforzamento della sorveglianza della Riserva di Vivara.
Sono piccoli passi importanti per una maggiore tutela e valorizzazione di Vivara in piena sintonia con i proprietari signori Diana – afferma il Commissario Gennaro Esposito. - La proprietà di Vivara è ben felice dei risultati ottenuti dal Comune di Procida con il Museo civico e il trasferimento della sede del comitato di gestione della RNS Isola di Vivara  da Napoli a Procida località Terra Murata, luogo di grande interesse culturale. Siamo orgogliosi di presenziare a questa giornata per il Museo Civico di Procida che, siamo sicuri, accrescerà il patrimonio storico dell’Isolotto di Vivara al quale anche nostro padre, avv. Giuseppe Diana, era profondamente legato. Auguriamo che il Museo diventi un punto cardine della cultura Procidana e che trasmetta tutto il valore di Vivara e di Procida ai visitatori – affermano i proprietari dell’isolotto.




2 settembre 2020


Lavanderia borbonica di Nisida, appello al ministro: ora salviamola
Intellettuali e Comitato di Portosalvo: si sta sbriciolando pian piano per l’incuria
di Marco Molino

Ieri non è accaduto nulla di irreparabile ma potrebbe bastare anche una giornata particolarmente ventosa, o una pioggia intensa, per far crollare rovinosamente in mare la Lavanderia Borbonica, il monumento ottocentesco che si erge nella baia di Nisida a pochi metri dagli scogli. Su queste pagine avevamo già denunciato, nel lontano 2012, la disastrosa condizione della storica struttura, ma in otto anni non è stata effettuata nessuna opera di consolidamento e tantomeno sono arrivati i fondi promessi dal ministero della Giustizia per trasformare il diroccato palazzo in un moderno centro culturale. Nel frattempo le pareti del rudere hanno continuato a sbriciolarsi, una pietra dopo l’altra, e le associazioni segnalano il rischio di un imminente e definitivo cedimento dell’antico magazzino penitenziario. L’attuale presenza dell’istituto di detenzione per minori sull’isolotto conferma una secolare vocazione carceraria che nega tutt’oggi alla città un ricco patrimonio paesaggistico. Furono i Borbone a trasformare l’antico castello di età angioina in una prigione per condannati comuni e politici. E allo scopo di soddisfare le esigenze della casa di pena, nel 1815 fu realizzato lo stabile destinato alle lavanderie ed alle attività logistiche. «L’edificio abbandonato subisce l’azione corrosiva degli agenti atmosferici che aggravano la situazione di anno in anno – spiega Antonio Pariante del comitato di Portosalvo –. Un graduale crollo è praticamente già in atto e per fermarlo il demanio regionale dovrebbe urgentemente mettere in sicurezza il costone».

Affacciata sulla baia di Porto Paone, la Lavanderia è il punto d’arrivo dei sentieri naturalistici riscoperti nell’ambito del Parco Letterario occasionalmente aperto al pubblico. Ci si arrampica fra cactus e arbusti avvinghiati sul promontorio a picco sul mare fino a raggiungere il rudere dalle finestre nere, stretto nell’abbraccio mortale di rovi e rampicanti. Eppure la misteriosa costruzione è in sintonia con il fascino selvaggio dell’isola amata da autori, poeti e musicisti. «Già Omero descrisse le bellezze di Nisida – ricorda la professoressa Maria Franco, che ha insegnato nell’istituto minorile per trent’anni – poi l’hanno raccontata Cicerone, Plinio, Marziale, Boccaccio, Pontano, Sannazaro, Dumas padre, Matilde Serao, Benedetto Croce, Berlioz, Mendelssoh e tanti altri». In quest’arcadia a due passi da Bagnoli, la rinascita della Lavanderia Borbonica potrebbe rappresentare il primo passo per il concreto riavvicinamento dell’isola alla città. Qualche speranza l’aveva suscitata il progetto per la costituzione a Nisida del Centro Europeo di Studi sulla devianza giovanile, che prevedeva nel fabbricato di Porto Paone «la realizzazione delle sale per i seminari e gli incontri internazionali, attrezzate con moderni sistemi impiantistici ed informatici». Buoni propositi rimasti sulla carta. «Ciò che invece rimane adesso è il pochissimo tempo per rimediare – avverte Pariante – e noi lanciamo un appello al Mibac e alla Soprintendenza perché evitino il peggio».







1 settembre 2020

I Gabbiani corsi dell'Arcipelago di La Maddalena



Quest’anno i gabbiani corsi dell’Arcipelago di La Maddalena, provenienti dai siti di svernamento, si sono radunati in due colonie.
La più grande, insediata in una delle isole a sud e costituita da 50 esemplari, ha avuto uno scarso successo riproduttivo, con solo due giovani all’attivo. Non conosciamo le ragioni per questo fallimento - anche se non ci sorprende - ma solo le ipotesi riportate in letteratura: disturbo antropico, scarsità di risorse trofiche, competizione con altre specie, presenza di predatori...
La seconda, insediata in un piccolo isolotto a nord dell’isola maggiore, contava solo 22 individui ma ben 13 giovani, poi involati regolarmente.
Vi raccontiamo la storia di uno degli adulti che ha scelto questo secondo sito per riprodursi.
Jonathan - lo chiamiamo così, come ormai tutti i gabbiani del mondo – è nato nel maggio del 2006 nell’isola di Pianosa, nell’Arcipelago toscano. Ha quindi 14 anni.
Dopo poche settimane di vita, i ricercatori di ISPRA gli mettono un anello di riconoscimento sul tarso: lo terrà per sempre.
A fine estate è volato via verso la Spagna, in Catalogna, per poi essere osservato a fine novembre 2007 su una spiaggia di Tan Tan, in Marocco, un bel posto sull’Oceano Atlantico. Il 2 giugno dell’anno successivo si è trasferito a Gaeta, dove ha visitato una colonia riproduttiva.
Seguono 7 anni di anonimato: non sappiamo dove è andato, nessuno l’ha visto.
Il 2 agosto 2015, finalmente, lo segnalano a Porto Salvo, in provincia di Latina, vicino Gaeta.
Nelle estati del 2016, 2017, 2018 lo vedono nell’Oasi dei Variconi, Comune di Castel Volturno, in provincia di Caserta. Ancora non molto lontano da Gaeta.
Da noi arriva nel 2019, e qui nidifica e si riproduce anche quest’anno. Tornerà?


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23 agosto 2020

L’aquila è “Qui”!


Si chiama Inoche, che in lingua sarda significa “Qui”, la giovane Aquila del Bonelli che da qualche mese volteggia sul Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena.
Inoche è una delle aquile rilasciate in Sardegna grazie al progetto “Aquila a-Life” che ha come finalità l’incremento dell’areale di Aquila fasciata nel Mediterraneo occidentale ed il recupero della specie, oggi classificata - in Italia - in pericolo critico di estinzione (CR) a causa della distruzione dell'habitat, disturbo antropico e prelievo ai nidi per falconeria.
Il progetto – iniziato nel 2017 - è coordinato da GREFA, una ONG spagnola, con la collaborazione dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale in Italia e di ricercatori francesi nonché con il supporto formale della Regione Sardegna;  le azioni sull’isola sono realizzate da Forestas.
In Sardegna sono arrivati alcuni pulcini dalla Spagna già a fine 2018 mentre Inoche è stata liberata solo  il 12 luglio 2019; ora è monitorata, come le altre, con un trasmettitore GPS che segnala la posizione ai ricercatori ISPRA e che conferma la fase esplorativa dell’animale.
Si spera che il progetto riesca ad invertire la tendenza negativa di questa specie in Italia, applicando l’esperienza maturata in quelle aree nelle quali le liberazioni hanno portato risultati positivi (Madrid, Navarra e Avala,  anche se, purtroppo,  alcuni esemplari rilasciati nell’isola sono deceduti a causa di impatti con le linee elettriche aeree o uccisi dai bracconieri.
Cogliamo l’occasione per invitarvi a rispettare le regole generali che impongono di non disturbare gli animali selvatici del Parco ma anche di alzare lo sguardo verso il cielo per ammirare questo splendido rapace.


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31 luglio 2020


L’Isola di Capraia rivela il suo patrimonio archeologico
Un successo l’inaugurazione della mostra “Il Ritorno del Guerriero” nella Chiesa di S. Antonio

Sabato 25 luglio è stata inaugurata a Capraia, nell’affascinante contesto della Chiesa di Sant’Antonio, oggetto di una recente ristrutturazione, la mostra “Il ritorno del guerriero”, che espone una serie di importanti reperti archeologici ritrovati sull’isola e nelle acque che la circondano.
Fra questi, i più suggestivi provengono dalla cosiddetta Tomba del Guerriero, scoperta nel sagrato della Chiesa di Santa Maria Assunta durante i lavori Enel nel 1988. Al suo interno fu recuperato un importante corredo costituito da due fibbie per cintura di diverse dimensioni, in bronzo dorato con incastonati degli almandini e con chiodini bronzei ai lati per il fissaggio alla cintura; una spada di ferro con fodero ligneo, rivestita all’imboccatura da una lamina di bronzo argentato decorata con fregio di ovoli e linee parallele a zig-zag; un coltello in ferro, anch’esso con fodero ligneo. Armi e fibbie sono da attribuire a manifatture imperiali della Gallia. I resti dello scheletro ed il corredo permettono di attribuire la sepoltura ad un militare di 25-30 anni, alto circa 174 cm, di origine probabilmente non autoctona, forse un Franco dell’esercito imperiale di Avito, morto durante la battaglia della Corsica del 456 d.C. contro una la flotta vandala partita da Cartagine per saccheggiare la Gallia o l’Italia.

La mostra si protrarrà fino al 4 novembre 2020


Snorkeling  all’Isola di Capraia  con il progetto Interreg Neptune
Il calendario delle uscite con il Parco nazionale Arcipelago Toscano


Lo snorkeling è un'attività  che può essere fatta da chiunque, basta un minimo di attrezzatura per ammirare la bellezza dei fondali dell’isola di Capraia. Il mare qui ha una incredibile trasparenza che rende questa esperienza indimenticabile per la ricchezza di specie ed habitat protetti.   Il mare di Capraia tra l’altro in questi giorni offre incontri speciali con la natura, continuano infatti gli eccezionali avvistamenti della foca monaca  raccontati dai turisti, una specie molto rara che da decine di anni non si era fatta più vedere.
Il Parco ha organizzato 12 uscite di snorkeling con guida parco  gratuite, nell’ambito delle attività previste dal progetto Neptune, finanziato dal Programma di cooperazione transfrontaliera Italia Francia Marittimo 2014-2020 (http://interreg-maritime.eu/home)  e finalizzato a favorire lo sviluppo sostenibile delle attività ricreative e professionali subacquee, garantendo e sviluppando la tutela degli habitat marini e costieri ad elevato valore naturalistico e culturale. Il calendario snorkeling  prevede le uscite per 29 e 30 luglio, 5, 6, 12, 13, 16, 18, 19,22, 26 e 27 agosto . E’ necessario prenotare con  Info Park tel. 0565 908231 oppure presso il Centro di educazione ambientale  “La Salata” a Capraia  chiamando 320 9606560.  
Proseguono a Capraia, anche in agosto, le attività di sea watching.  Questi  momenti di esplorazione dell’isola via mare, al mattino o nel tardo pomeriggio, stanno avendo successo per le emozioni le ambientazioni negli orari in cui la luce  offre scenari e orizzonti spettacolari.  Il sea watching viene organizzato con una escursione in barca a piccoli gruppi accompagnati da una Guida esperta che aiuta i visitatori a individuare le specie ed ad osservarle da vicino ma nel massimo rispetto.
A bordo dell’imbarcazione, per l’attività di sea watching naturalistica, sono utilizzati binocoli di una delle aziende leader delle ottiche da osservazione, Swarovski Optik, grazie all’accordo di partnership con Federparchi e il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Per informazioni sui costi e per prenotare è necessario chiamare Info Park (tel.0565 908231) o il nuovo Centro di educazione  ambientale La Salata al n. 32096056560 L’escursione è adatta anche alle famiglie

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24 luglio 2020


Procida, l'isola delle famiglie lancia l'Sos: "Il mare sta mangiando la spiaggia"


A giugno sono sbarcati 25 mila turisti, ma l'erosione taglia gli ombrelloni. Formisano: "Difendiamo il nostro patrimonio"

di CRISTINA ZAGARIA  Fonte : Quotidiano La Repubblica


Procida, l’isola dei bambini, l’isola di Arturo lancia l’Sos: “Sta scomparendo la spiaggia”. A giugno e luglio sulla più piccola delle isole del Golfo di Napoli si sono rifugiate le famiglie campane e non solo, tanti turisti italiani, orfani di Mikonos, Ibiza, Santorini. I dati di giugno parlano di quasi 40 mila sbarchi, per la precisione 39.439 persone sono approdate sull’isola, se si tolgono circa 15 mila pendolari, parliamo di 25 mila turisti. E a luglio il trend è in aumento.

Ieri, al Comune di Procida, c’è stata una riunione tra operatori, forze dell’ordine e i titolari dei lidi  sulla sicurezza, ma a margine dell’incontro è emersa la preoccupazione per l ostato delle spiagge.

“Il  petrolio dell’isola è la sabbia”, hanno detto i titolari dei lidi balneari, che dopo aver perso un 30 per cento dei posti per le misure anti-covid, ora si trovano a lottare contro un nemico ancora più grande: “l’erosione inarrestabile delle spiagge con pericolo di frane”. Il grande nemico dell’estate 2020 a Procida, sono le onde che si mangiano l’arenile giorno dopo giorno.

E a Procida è a rischio il turismo del week-end, Infatti, se le famiglie che trascorrono il mese nelle case in affitto hanno ombrellone e servizi dei lidi prenotati, chi arriva nel fine settimana e alloggia in albergo rischia di finire in overbooking per ombrellone e lettini.

“A settembre ci sono le elezioni- interviene chiaro Giorgio Formisano, storico imprenditore e titolare del lido la Rotonda – amministrative e al di là degli schieramenti politici, il primo punto nel programma del nuovo sindaco e della nuova giunta devono essere il ripascimento  degli arenili e il consolidamento dei costoni. Procida ha bisogno di spiagge. Dal mare e dal turismo ripartirà questa isola dopo i difficili mesi di fermo per il coronavirus”.

Come? “Non è mio compito il come – incalza Formisano – io sono un operatore turistico e il mio compito è accogliere famiglie, coppie e ragazzi in sicurezza e con professionalità, ci saranno i tecnici e l’Università a trovare il modo di proteggere le nostre spiagge:  scogliere, pompaggio esterno, manutenzione…. Sceglieranno loro il metodo più efficace ed economico e la parte politica dovrà  trovare i soldi, alla Regione e in Europa. Ma non abbiamo più tempo. L’isola ha bisogn odi rilanciare l’economia estiva per resistere anche nei lunghi mesi invernali, a ottobre e novembre, quando tutti ci troveremo a pagare, tasse e concessioni….”.

I lidi balneari puntano sul mix famiglie+ giovani. Le famiglie sono la solidità, il flusso costante e che torna ogni anno, i giovani, le coppie, i single sono quelli che arrivano sull’isola per tre-quattro giorni, fittano motorini, prendono taxi, fanno aperitivi e portano sull’isola un’iniezione di vita e denaro. “Se viene meno una delle due componenti - spiegano gli operatori turistici- l’Isola si blocca e sarà difficile affrontare il 2021, così pieno di incertezze per tutti”.

“Tante spiagge libere sono inagibili – conclude Formisano – perché i costoni non sono sicuri, allora lavoriamo per la messa in sicurezza e per proteggere la spiaggia. L’unione delle due azioni porterà a risultati duraturi nel tempo. Partendo da qui, poi, si potrà lavorare per il piano colori dell’isola, che già c’è, il decoro urbano, la sicurezza e far diventare Procida uno dei gioielli del turismo di qualità italiano”.




23  luglio 2020


Inaugurati i bagni Pubblici all'Isola di Giannutri  Parco e
Comune del Giglio insieme per migliorare i servizi


Giannutri  Parco e Comune  hanno inaugurato  i bagni pubblici all’Isola di Giannutri, il Vice Presidente del Parco Stefano Feri e il Sindaco del Giglio Sergio Ortelli hanno inaugurato i bagni pubblici realizzati dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano con la collaborazione con il Comune di Isola del Giglio che ha concesso il terreno.
Un primo significativo passo verso la creazione di nuovi ed essenziali servizi.
I lavori proseguiranno con la bonifica dell'area interessata dai ruderi delle ex baracche di cantiere e con la realizzazione del centro funzionale pubblico. Interventi che si aggiungono a quelli già in essere da parte della Soprintendenza per la ristrutturazione dell'immobile a Cala Maestra. Segnali importanti che testimoniano l'attenzione sulla piccola isola e il reimpiego sul territorio anche delle risorse introitate con il ticket di ingresso all’Isola.

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14 luglio 2020


Budelli, via entro l'anno gli abusi edilizi dell'isola, "sfratto" per custode
Casa diventerà un osservatorio ambientale del Parco La Maddalena


Via entro il 2020 gli abusi edilizi sull'isola di Budelli e addio all'esilio volontario per l'80enne Mauro Morandi, per oltre trent'anni il custode solitario dell'isola per conto della vecchia proprietà, oggi considerato inquilino senza alcun titolo di un bene dello Stato. Il Parco nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena accelera.

L'ultimo consiglio del direttivo ha deciso di andare avanti a tappe forzate per tenere fede al cronoprogramma stilato due anni fa e avviato lo scorso anno con un'opera di bonifica e di pulizia cui dovrà seguire l'abbattimento di opere realizzate senza autorizzazione, come stabilito dal Comune di La Maddalena.

La volontà politica del Parco, sebbene sia impossibile indicare una data, è chiarissima: gli interventi di recupero dell'immobile sono inseriti tra le priorità di amministratori e management.

È ormai storia il fatto che quella che viene indicata come "la casa del custode" abbia subito nel corso dei decenni modifiche e trasformazioni che, secondo il Parco, almeno in parte sono state realizzate senza alcun permesso. Per questo motivo saranno abbattute, e l'avvio del cantiere sarà l'occasione per accommiatarsi da Morandi, che non potrà stare lì durante i lavori né ci potrà tornare in seguito.

Morandi avrebbe dovuto lasciare l'Isola nell'agosto del 2017 ma il suo "sfratto" era stato fermato da una petizione on line che aveva raccolto 18mila sottoscrizioni. Oggi il suo addio sembra quasi una certezza.

Le demolizioni e il ripristino dello stato dei luoghi rappresenteranno un secondo step rispetto alla bonifica fatta l'anno scorso, con 9 quintali di rifiuti asportati via mare: plastiche, bottiglie di vetro, legname di risulta, ferro, bidoni, materassi, persino un'enorme boa in metallo. Recuperare l'edificio che affaccia sulla Spiaggia Rosa costerà al Parco 60mila euro. L'idea è di realizzare un osservatorio ambientale.

Fonte : ANSA





13 luglio 2020


PARTENZA DALL'ISOLA D'ELBA PER ESCURSIONI A
CAPRAIA E GIGLIO
CON IL PARCO NAZIONALE ARCIPELAGO TOSCANO

Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano per l'estate 2020  propone  di accorciare le distanze tra l’Elba e le altre isole con visite guidate a Capraia e al Giglio. La partenza è dall’isola d’Elba il venerdì per Capraia e il mercoledì per il Giglio con piccoli gruppi da 12 persone accompagnati da Guide Parco alla scoperta del patrimonio naturale e storico e per fare un bel tuffo nelle spiagge più belle.

Per consultare il calendario delle partenze e vedere tutte le informazioni occorre prenotare la visita online andando sul sito: https://prenotazioni.islepark.it

ISOLA DI CAPRAIA.IL NUOVO  ITINERARIO ARCHEOLOGICO ALLA SCOPERTA DEI PALMENTI.

La visita all’Isola consiste in un’escursione trekking sui ritrovamenti archeologici dell’isola per raccontare le tecniche  antiche della produzione vitivinicola nelle comunità locali. L’ itinerario dal porto conduce in località ‘Segalaio’ per proseguire in paese. Passeggiando insieme alla guida Parco si potranno conoscere le testimonianze che rivelano la vocazione alla produzione vitivinicola dell'isola e conoscere la storia della comunità capraiese attraverso le sue case, gli edifici religiosi, le fortificazioni del borgo storico dell'isola vulcanica dell'Arcipelago Toscano. Nel corso della visita sono previsti momenti di relax oltre la sosta per il bagno e per il pranzo a cui dovranno prevedere direttamente i partecipanti.





8 luglio 2020


On-line il nuovo sito internet dedicato alla Riserva della Biosfera Isole di Toscana
Approfondimenti ed informazioni per comprendere i valori UNESCO dell’Arcipelago Toscano

Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano annuncia la pubblicazione del sito internet
dedicato alla Riserva della Biosfera MAB UNESCO “Isole di Toscana” di cui è soggetto coordinatore.








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