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News dalle Isole

NOTIZIE DALLE ISOLE

a cura della Redazione di Ali Cudi
Il Corriere delle piccole isole




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29 Luglio 2022


UNESCO FINANZIA UN PROGETTO PER LA SOSTENIBILITA’ IDRICA
DELL’ISOLA DI PIANOSA dalla Riserva MAB UNESCO Isole di Toscana


Il progetto candidato dalla Riserva della Biosfera Isole di Toscana è stato scelto tra molte candidature, assieme a soli altri quattro in tutta Europa

L’UNESCO è sempre più impegnato a promuovere lo sviluppo sostenibile, soprattutto nei territori a cui ha conferito uno dei propri riconoscimenti. Per questo motivo a Maggio 2022 ha lanciato un bando per sostenere, grazie ad una donazione da parte della Aberdeen Charitable Foundation, cinque progetti realizzati nelle Riserve della Biosfera, nei Geoparchi e nei siti naturali patrimonio mondiale dell’umanità, finalizzati a garantire la tutela delle risorse idriche, della biodiversità e dell’oceano. Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, soggetto coordinatore del riconoscimento a Riserva di Biosfera MAB UNESCO “Isole di Toscana” ha supportato la candidatura a questo bando del progetto “Pianosa Island: hydrological processes and water resources sustainability in climate-changing Mediterranean” (“Isola di Pianosa: processi idrologici e sostenibilità delle risorse idriche in un Mediterraneo in cambiamento climatico”) grazie alla collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Geoscenze e Georisorse (CNR-IGG), l’Università di Siena – Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente (DSFTA-UniSi), l’Univeristà di Pisa – Dipartimento di Scienze della Terra (DST-UniPi), il Museo geologico ed archeologico di Pianosa (GASP Museum) e Turismo Sostenibile s.r.l.
In questi giorni è arrivata la notizia che il progetto è stato selezionato tra molte candidature provenienti da tutta Europa e sarà uno dei cinque che otterrà il finanziamento di 25.000 dollari.
Il progetto si svilupperà in circa un anno e sarà focalizzato sugli impatti dei cambiamenti climatici, sulle risorse idriche delle piccole isole e sui loro ecosistemi, studiando Pianosa come area pilota.

“L’isola di Pianosa, con le sue caratteristiche idrologiche ed il suo ecosistema s.l., può realmente costituire un sito di riferimento nel Bacino Mediterraneo per definire gli aspetti di vulnerabilità, ma anche di resilienza, che i sistemi idrici insulari mostrano in uno scenario di cambiamenti climatici” dichiara il Dott. Marco Doveri (IGG-CNR), responsabile scientifico del progetto.
Le condizioni climatiche semi-aride, la morfologia pianeggiante e il peculiare assetto geologico-idrogeologico di questa piccola isola mediterranea determinano precipitazioni medio-basse, importanti tassi di evapotraspirazione, assenza di acque superficiali e accumulo di risorse idriche sotterranee, finora in grado di soddisfare la domanda idrica umana locale, legata principalmente alle esigenze turistiche e domestiche stagionali. In questo precario equilibrio idrico per la biosfera e la comunità umana, e considerando l'innalzamento del livello del mare e le tendenze del regime climatico che la regione mediterranea sta vivendo, il progetto intende mettere in campo un approccio multidisciplinare (geologia, idrologia e idrogeologia, geochimica e isotopo-geochimica, geofisica, telerilevamento e tecnologia intelligente) per meglio comprendere e quantificare i processi che influenzano la disponibilità di acqua (quantità e qualità) e per condividere i dati e trasferire le conoscenze alla collettività, suggerendo così possibili buone pratiche per la sostenibilità dell'Isola di Pianosa.

“Il successo avuto da questa proposta progettuale è frutto di un continuo confronto ed una collaborazione effettiva tra PNAT e istituzioni di ricerca, , nel caso specifico CNR e Università, che ha consentito di creare i presupposti scientifici per lo svolgimento di un progetto del genere, oltre che la giusta integrazione tra competenze complementari. Proprio le potenzialità del gruppo di lavoro consentiranno di rispondere a questioni importanti su una tematica tanto delicata quanto sempre più attuale”, sottolinea ancora il Dr. Marco Doveri.
“Da molti anni  l’Università di Siena – Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente (DSFTA-UniSi), con la sua Sezione di Geologia, fa ricerca sull'isola per le sue particolarità geologiche e paleontologiche”, afferma Luca Maria Foresi, Professore associato del DSFTA-UniSi e consigliere del PNAT. “Pianosa è un sito importante per comprendere l'evoluzione dell'alto Tirreno, registrando, con le sue rocce sedimentarie, quanto avveniva, nell'area compresa fra la Corsica e la Costa Toscana alcuni milioni di anni fa. Queste ricerche hanno avuto ampi risvolti divulgativi, conducendo anche all'apertura sull'isola del Museo delle Scienze Geologiche e Archeologiche, che oggi partecipa a questo progetto come connettore tra ricerca e diffusione dei suoi contenuti, nonché per gli aspetti didattici. La conoscenza costituisce la base solida per ogni iniziativa e abbiamo previsto di produrre un database e una carta geologia di estremo dettaglio, utilizzando sia dati acquisiti da drone che dal sottosuolo, oltre quelli derivanti dai rilievi diretti sul terreno.  Il progetto è una splendida occasione per applicare le ricerche al tema dei cambiamenti climatici e costruire un modello per la mitigazione di alcuni suoi effetti e Pianosa è un sito ideale per fare tutto questo”

Il progetto prevede anche delle visite guidate, finalizzate a trasferire i risultati delle ricerche effettuate a studenti dell’arcipelago e più in generale a tutti gli interessati.

“Sono particolarmente soddisfatto del risultato ottenuto – sottolinea il Presidente del Parco Nazionale Giampiero Sammuri - non solo per il prestigioso riconoscimento dell’UNESCO che ha premiato solo cinque progetti in tutta Europa, ma anche perché questa iniziativa è un’ulteriore dimostrazione della capacità dell’Ente Parco, in questo caso come gestore della Riserva della Biosfera, di fare rete e di essere particolarmente attivo nel campo della ricerca scientifica e della divulgazione. Nel caso specifico, inoltre, la possibilità di acquisire ulteriori elementi di conoscenza relativamente alle caratteristiche idrogeologiche di Pianosa sarà molto utile per supportare le scelte progettuali inerenti alla gestione delle risorse idriche che dovranno affrontare i diversi soggetti che operano sull’isola (Comune di Campo nell’Elba, Agenzia del Demanio, Amministrazione Penitenziaria ed Ente Parco)”.

Il prossimo 20 settembre, a Venezia, presso l’Ufficio Regionale UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa, l’unica sede UNESCO con mandato specifico sulla regione europea, si terrà l’evento di lancio del progetto, nell’ambito del quale saranno presentati i 5 progetti finanziati.


Sito web mittente: http://www.islepark.it/





2 Luglio 2022


Gli ungulati minacciano anche la farfalla di S. Piero,
lo rivelano i dati di uno studio dell’Università di Firenze

Gli ungulati minacciano anche la preziosissima popolazione di Zerynthia cassandra, la farfalla di S. Piero. Questa splendida farfalla, vive solo in un ristrettissimo areale dell’Elba, isola dove era stata vista nel lontano 1932 da un gruppo di ricercatori tedeschi, nella zona di Marciana Marina, per poi scomparire, fino a che non è stata ritrovata più di 70 anni dopo, nel 2008, da Ornella Casnati e dallo studioso Leonardo Dapporto, che ha poi ha accertato scientificamente la sua unicità.  Riportiamo un testo del Dr. Dapporto che descrive gli esiti dello studio dell’Università di Firenze.

“Quante volte ci siamo detti che le farfalle e le lucciole stanno sparendo? Basta pensare all'effetto del parabrezza pulito, per cui negli ultimi anni viaggiando in autostrada raramente ci capita di schiacciare centinaia di insetti con la macchina come spesso avveniva in passato. Ma per passare dalle sensazioni alle certezze e soprattutto dalle certezze alle azioni per contrastare questo evidente declino serve grande studio e tanta dedizione. Un esempio ci viene dalle attività svolte nel Parco Nazionale Arcipelago Toscano per preservare la preziosissima popolazione di Zerynthia cassandra dell'isola d'Elba. Supportati da diversi progetti finanziati dal Parco Nazionale e dal Ministero della Transizione Ecologica i ricercatori del Dipartimento di Biologia dell'Università di Firenze, guidati dal dr. Leonardo Dapporto e Legambiente Arcipelago Toscano stanno da anni cercando di capire se questa splendida farfalla sia in crisi sull'isola e quali strategie si possano mettere in atto per salvaguardarla.

Dal 2017 i ricercatori seguono questa popolazione recandosi ogni anno sull'isola a contare le uova di Zerynthia deposte sulle foglie di Aristolochia, una pianta molto poco diffusa di cui si nutrono le larve. Dopo aver chiarito che le larve delle farfalle si trovano soprattutto sulle piante assolate al margine dei cespugli, dal 2019 si è iniziata, in collaborazione con Legambiente, un'attività di micro-interventi volti a ripulire a mano piccole aree dai rovi dove le piante di Aristolochia erano già presenti ma soffocate dalla vegetazione. Questi interventi hanno prodotto grandi benefici alle farfalle in quanto ogni piccola area di un metro di raggio ripulita ha mediamente ospitato le larve prodotte da una coppia di farfalle.

Le misurazioni delle uova però hanno permesso anche un'importante valutazione dell'impatto di un gregge di capre instauratosi nel 2019 nei pressi di uno dei siti classici di Zerynthia, a poche centinaia di metri dall'abitato di San Piero in Campo. Questa attività massiccia delle capre ha ridotto tantissimo la superficie dei cespugli, portando le piante di Aristolochia fuori del loro margine e ha completamente impedito la fioritura delle piante erbacee che producono nettare di cui gli adulti si nutrono. Il grafico sottostante mostra chiaramente che mentre nelle aree trattate con tagli mirati il numero di uova è aumentato negli anni, nelle aree usate intensamente dalle capre il numero si è ridotto della stessa misura (il livello centrale indica il numero medio di uova presenti su ogni pianta in ogni anno, i valori positivi sono quindi siti da considerare buoni i valori negativi siti da considerare non buoni). I siti in cui non è stata fatta alcuna azione sono mediamente appena sotto la media ma senza importanti variazioni nel tempo.

Cosa ci insegnano questi dati? Innanzitutto, che è necessario monitorare la biodiversità per comprenderne il funzionamento e intervenire per proteggerla. Inoltre, ci danno la misura dell'impatto degli ungulati portati dall'uomo sulle popolazioni di insetti presenti su un'isola in cui questi i grandi mammiferi non sarebbero naturalmente presenti. Altro elemento utile, il pascolo delle capre potrebbe essere una minaccia, nel periodo della deposizione delle uova (marzo-giugno), mentre nel resto dell’anno potrebbe essere utile per tenere pulita l’aera dagli arbusti. Ora, se da una parte il Parco e le Associazioni potranno indicare al pastore una gestione oculata del gregge nelle immediate vicinanze del recinto, non sarà altrettanto facile gestire la presenza degli altri ungulati invasivi sull'isola. Nessuno può convincere i mufloni e i cinghiali ad evitare le aree più preziose per le specie che vogliamo proteggere e dobbiamo rassegnarci a una scelta manichea: ridurre in modo considerevole la presenza di questi animali fino all'eradicazione dall'isola o perdere parte di una biodiversità che si è accumulata all'Elba con un percorso unico dal giorno della sua origine.”


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20 Giugno 2022


"Immaginando Isole" è il nome della mostra di Gavazzeni Ricordi e Claudio Koporossy
al Parco Archeologico Luigi Bernabò Brea di Lipari.

Nel ricorrente dialogo tra l’arte contemporanea e i magnifici reperti e luoghi del Museo Archeologico Bernabò Brea, mostra di due grandi maestri della fotografia contemporanea: Carlo Gavazzeni Ricordi e Claudio Koporossy.
Il primo contrappone immagini antiche a quelle della vita quotidiana del nostro presente. Il secondo, invece, che si definisce “osseto dall’acqua” immortala nelle sue istantanee i movimenti del suo elemento preferito impossibili da percepire a occhio nudo.
I lavori di entrambi si sposano perfettamente con l’intenzione, avviata a Lipari nel 2015 con la trasformazione delle carceri in “celle” di arte contemporanea, di far dialogare per l’appunto gli spettacolari reperti rinvenuti dalle acque delle Eolie, custoditi nel Museo di Lipari, e l’arte contemporanea.



22 Aprile 2022


Apre la nuova Casa del Parco all’Isola del Giglio


Dopo il rinnovato allestimento che la scorsa estate era stato condotto presso il Punto Informativo, si è aperta al pubblico anche la nuova Casa del Parco, collocata al piano terra dello stesso edificio a Giglio Porto. I lavori, finanziati e realizzati dall’Ente Parco, si inseriscono nella forte collaborazione sancita da un rapporto convenzionale siglato con il Comune e la Pro Loco del Giglio e Giannutri.

La nuova struttura espositiva consente di apprezzare alcune immagini delle straordinarie eccellenze naturalistiche ed archeologiche che caratterizzano le isole del Giglio e di Giannutri, ma anche video dedicati alla rete sentieristica locale e al Santuario Internazionale dei Mammiferi Marini “Pelagos”, nonché schede multimediali, applicazioni interattive ed esperienze in realtà virtuale con approfondimenti sugli ambienti e i valori culturali delle due isole.

Ovviamente disponibili materiali promozionali, cartine turistiche ed escursionistiche, guide dedicate ai diversi tematismi. Il progetto prevede l’inserimento di questo nuovo spazio nella rete delle strutture informative e divulgative dell’intero Arcipelago Toscano, con l’obiettivo di accrescere le potenzialità e la visibilità delle diverse offerte di fruizione del Parco Nazionale e della Riserva della Biosfera MAB UNESCO di cui fanno parte le isole del Giglio e di Giannutri.

Il lavoro sta proseguendo anche con la riorganizzazione della rete sentieristica dell'intera isola, che vedrà la sostituzione di tutta la cartellonistica così da conformarla allo standard CAI; i sentieri saranno anche tutti georeferenziati in modo da offrire un servizio sempre più puntuale a tutti gli escursionisti. Nonostante le difficoltà del momento, dovuto in parte ai postumi della pandemia ed in parte alle nuove problematiche internazionali che finiscono per riflettersi anche sulla disponibilità dei materiali e sui tempi di consegna, stiamo continuando a lavorare assieme al Comune ed in particolare all' assessore Walter Rossi, che ringraziamo per il fondamentale lavoro svolto fino ad oggi. I ringraziamenti li estendiamo alla Proloco stessa e a tutte le ditte che si sono impegnate per la buona riuscita del progetto.

“L’apertura della Casa del Parco a Giglio Porto rappresenta un ulteriore tassello della strategia di collaborazione e sinergia che l’Ente Parco sta conducendo con tutte le Amministrazioni e associazioni locali allo scopo di promuovere e valorizzare innovative forme di turismo sostenibile nelle sette isole dell’Arcipelago Toscano”, ha dichiarato il Presidente del Parco Nazionale Giampiero Sammuri.

“La Casa del Parco e il Punto Informativo a Giglio Porto – ha ripreso il Vicepresidente del PNAT Stefano Feri – sarà il punto di riferimento per l’informazione, l’accoglienza e la promozione turistica delle isole del Giglio e di Giannutri. Un lavoro di squadra condotto con il Comune e la Pro Loco che, sono sicuro, garantirà un valore aggiunto a livello locale”


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15 Aprile 2022

PNRR. MiTE: prorogato il bando sulle isole verdi


Il Ministero della Transizione Ecologica ha deciso di prorogare al 22  aprile il termine per presentare le domande per accedere ai fondi del  “Programma Isole Verdi” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza  (M2C1 3.1). La proroga è stata disposta per superare eventuali  difficoltà nella trasmissione delle istanze di finanziamento causate dal  malfunzionamento della piattaforma del Ministero a seguito dell’attacco  informatico.
La misura, da 200 milioni di euro, ha lo scopo di migliorare e  rafforzare, in termini ambientali ed energetici, i 13 Comuni delle 19  Isole minori non interconnesse. Possono essere finanziati progetti di  efficientamento energetico e idrico, mobilità sostenibile, gestione del  ciclo rifiuti urbani, economia circolare e produzione di energia da  fonti rinnovabili.
I Comuni beneficiari del programma sono l’Isola del Giglio, Capraia,  Ponza, Ventotene, le Isole Tremiti, Ustica e Pantelleria, i tre comuni  dell’Isola di Salina (Leni, Malfa e Santa Marina Salina), Favignana,  Lampedusa e Lipari.
I Comuni devono presentare i progetti entro il 22 aprile 2022,  esclusivamente per via telematica ad entrambi i seguenti indirizzi di  Posta Elettronica Certificata:



Tutta la documentazione e le informazioni sul programma sono disponibili alla pagina: www.mite.gov.it/pagina/pnrr-isole-verdi


Mittente: Ministero della Transizione Ecologica
Sito web mittente: https://www.mite.gov.it







14 Aprile 2022


  Taglio del nastro al nuovo allestimento del museo naturalistico
ed alla collezione floristica all'Isola di Montecristo

Il Comandante del Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C. A. Antonio Pietro Marzo e il Presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, dott. Giampiero Sammuri e alcuni consiglieri del Parco hanno accolto una ottantina di ospiti per celebrare l’inaugurazione del nuovo allestimento del museo naturalistico e della collezione floristica dell’Isola di Montecristo, tenutasi il giorno 12 aprile 2022. Presente una folta rappresentanza dell'Amministrazione del Comune di Portoferraio, oltre che del Comune di Campo nell'Elba, della Regione Toscana, delle forze dell'Ordine e della stampa, ma anche alcuni esperti tecnici e scientifici che hanno collaborato ai lavori.  

Grazie ad un finanziamento della Regione Toscana per il 75% e per la restante parte del Parco, è stata realizzata una nuova sala espositiva-didattica con l’ammodernamento delle esposizioni presenti. Sono stati creati pannelli didattici, materiali per la copertura del pavimento, ideati e allestiti strumenti interattivi, terminali video per la proiezione di filmati, sono stati montati brevi filmati ed è stato creato un plastico dell’isola su supporto in acciaio per l’esterno. La piccola sala didattica propone contenuti relativi alla flora, alla fauna, alla storia e all’archeologia dell’isola, attraverso pannelli esplicativi, reperti e strumenti multimediali che offrono piacevoli occasioni di approfondimento.

Hanno contribuito alla realizzazione, oltre al soggetto incaricato del servizio alcuni specialisti per verificare e scegliere i reperti presenti, per revisionare i testi, per le fotografie e i video. Tutte le operazioni hanno avuto il supporto dei Carabinieri Reparto Biodiversità di Follonica che con le loro maestranze hanno effettuato la manutenzione ordinaria dei locali. Per l’allestimento della sala didattica è stata investita la somma di poco più di 55 mila euro.

Gli ospiti presenti hanno assistito anche alla inaugurazione della nuova collezione floristica dai colori e i profumi intensi. Curata e gestita con passione dal citato Reparto Carabinieri Biodiversità di Follonica, con il supporto di specialisti ed esperti, popolata da specie botaniche raccolte sull’isola e gelosamente conservate per mantenerne la biodiversità.

A seguire una visita alla ricca esposizione interna al Casotto dei Pescatori prima di riprendere il mare.
La visita straordinaria a Montecristo dedicata a questo evento è stata seguita anche da uno scalo all'Isola di Pianosa dove il presidente Sammuri e il Sindaco Montauti hanno fatto gli onori di casa per mostrare il completamento dei lavori alla Casa dell'Agronomo, il nuovo Museo delle Scienze, il sito catacombale e lo splendido porticciolo.
Una giornata intensa, una sorta di educational per amministratori, istituzioni e stampa affinché raccontino di quanta ricchezza naturalistica e culturale  si trova nelle isole toscane e dell'importanza della sua tutela e conservazione.

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9 Marzo 2022


Marevivo, tornano all’Elba i futuri Delfini Guardiani dell’Isola

Ripartono in presenza le attività di educazione alla sostenibilità nelle scuole dell’isola toscana per sensibilizzare i più giovani alla difesa dell’ambiente   

Dopo la Sicilia, approda in Toscana, all’Isola d’Elba, per il quarto anno consecutivo il progetto “Delfini Guardiani dell’Isola” di Marevivo Onlus, rivolto alle scuole primarie delle isole minori italiane con l’obiettivo di sensibilizzare i giovanissimi all’acquisizione di pratiche e abitudini sostenibili.

Il percorso didattico coinvolgerà le classi III, IV e V delle primarie dei plessi scolastici “Casa del Duca” e “San Rocco” di Portoferraio dell’Istituto Comprensivo “Sandro Pertini” ed “Edmondo De Amicis” di Capoliveri dell’Istituto Comprensivo “G. Carducci” e vedrà coinvolti oltre 300 bambini e bambine in attività didattiche finalizzate a far conoscere le bellezze della propria isola e trasmettere valori di tutela e salvaguardia ambientale ai futuri “guardiani dell’isola”.

La prosecuzione di questo importante progetto è stata assicurata dal consolidato e prezioso sostegno della MSC Foundation - che sin dalla prima edizione ha creduto e sostenuto il progetto - e alla collaborazione di dirigenti scolastici e docenti che non hanno mai fatto mancare il proprio appoggio anche nei momenti complessi dovuti alla pandemia. Il progetto vanta anche la collaborazione con il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano che supporta le attività didattiche, contribuendo a diffondere il valore e il ruolo del Parco nella tutela dell’ambiente naturale e della cultura dell’arcipelago.

«MSC Foundation è da sempre impegnata nella salvaguardia dell'ambiente, in particolare di quello marino» dichiara la Direttrice della MSC Foundation Daniela Picco. «Siamo orgogliosi di annoverare, tra i progetti che storicamente sosteniamo, questo percorso didattico ideato da Marevivo che consente di diffondere la sensibilità sulla tutela ambientale, tema centrale per la sopravvivenza del pianeta. I ragazzi sono gli adulti di domani ed è importante che siano proprio loro i principali destinatari di questo messaggio.»

«Il Parco Nazionale Arcipelago Toscano sostiene e partecipa ormai da alcuni anni a questa importante campagna di Marevivo – afferma il Presidente del Parco Giampiero Sammuri – che crea i futuri “Delfini Guardiani dell’Isola” grazie alla progettazione di attività con le scuole del territorio in piena sintonia con i valori della Riserva della Biosfera MAB UNESCO Isole di Toscana. I giovani della riserva sono i primi destinatari di programmi educativi volti alla diffusione dei concetti dello sviluppo sostenibile e della salvaguardia dell'ambiente.»

Le iniziative in programma partiranno lunedì 14 marzo e andranno avanti fino al termine dell’anno scolastico; anche per questa edizione, le alunne e gli alunni coinvolti saranno impegnati in un fitto programma di attività in presenza, sia indoor che outdoor sotto la guida degli operatori Marevivo e insieme agli insegnanti: escursioni didattiche volte a identificare le cause e gli effetti dell’inquinamento; laboratori a cielo aperto e in classe per favorire una più approfondita conoscenza delle risorse naturali indispensabili per la vita come aria, acqua, suolo e biodiversità, dei problemi e dei limiti di uno sviluppo basato sul loro sfruttamento sconsiderato; attività di elaborazione e catalogazione delle specie animali e vegetali e della biodiversità marina che li aiuteranno a osservare e rielaborare le informazioni in maniera creativa – anche attraverso la strumentazione scientifica presente nel Blue Corner – ma soprattutto a conoscere la bellezza e il valore dell’immenso patrimonio naturale racchiuso nelle isole in cui vivono.

«L’educazione ambientale è la stella polare che ci guida verso un grande cambiamento delle nostre abitudini, verso l’adozione di uno stile di vita sostenibile così come il Pianeta ci sta chiedendo» ha dichiarato Laura Gentile, Coordinatrice nazionale del progetto per Marevivo. «Ed è soprattutto nella scuola che si possono sviluppare le prime competenze per conoscere e fronteggiare le future sfide globali e locali, è nella scuola che si può formare una Generazione Oceano, che è proprio il nome della campagna istituzionale Unesco, nell’ambito del Decennio delle Nazioni Unite delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile.»

A livello nazionale, il progetto si avvale del patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica, del CUTFAA (Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare dei Carabinieri - Forestali) e di Federparchi, e della collaborazione del Corpo delle Capitanerie di Porto e della Marina Militare, mentre a livello territoriale gode del patrocinio del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e dei Comuni di Portoferraio e Capoliveri.

Ufficio stampa Marevivo

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6 Febbraio 2022


Procida, la Capitale (della cultura) più triste:
«Vivara momentaneamente non è visitabile»

di Fabrizio Geremicca

“Momentaneamente non visitabile”. E’ la scritta che appare a chi si affacci alla pagina internet ufficiale della riserva naturale statale di Vivara, l’isolotto collegato a Procida da un ponte, che in realtà fu costruito come sostegno per le tubazioni di un acquedotto, e che è uno scrigno prezioso di biodiversità e di testimonianze archeologiche. Risalgono queste ultime all’epoca micenea e sono state oggetto di studi e ricerche da parte di varie Università. Nell’anno di Procida Capitale della Cultura la riserva statale istituita circa venti anni fa continua a non essere visitabile.
«Vivara momentaneamente non è visitabile»

I proprietari – gli eredi Diana che in tribunale fecero valere alcuni anni fa le loro ragioni sull’ente Albano Francescano – avanzano pretese economiche che l’ente gestore guidato da Rino Esposito, esponente molto noto della Lipu ed ex presidente del Parco del Vesuvio, ritiene di non poter soddisfare. L’ipotesi di un esproprio da parte dello Stato, che metterebbe fine alla curiosa situazione di un isolotto che è riserva naturale statale, ma è proprietà privata, non decolla, forse anche per il timore che i Diana mettano in campo una serie di ricorsi che determinerebbero un contenzioso piuttosto complesso.

Il risultato è che si rischia la figuraccia di portata internazionale, vale a dire che i turisti provenienti da ogni parte d’Italia e da altri Paesi per le manifestazioni di Procida Capitale della Cultura non possano accedere a Vivara. Se dovesse accadere, e forse ancor prima, Esposito, che ha già indirizzato recentemente varie lettere al ministro della transizione ecologica, potrebbe rassegnare le dimissioni, complice la circostanza che, nel frattempo, la riserva ha perso anche due unità di personale che ad esse erano state distaccate da altre amministrazioni. Se davvero si dimetterà, sfumeranno le speranze di chi sperava in un futuro diverso dopo gli anni tribolati nei quali la presidenza del comitato di gestione era stata affidata dal ministero dell’Ambiente al duca Amedeo d’Aosta, che ben poco si vide sull’isolotto, ed al re delle cravatte Maurizio Marinella, del quale si ricorda soprattutto la realizazzione di quegli accessori di abbigliamento con il logo dell’isolotto.
Procida, la capitale (della cultura) più triste

Il problema – si diceva – l’ostacolo all’apertura di Vivara ai visitatori, sia pure con le regole indispensabili a rispettarne la biodiversità, sono i soldi. Nell’ultima riunione del comitato di gestione gli eredi Diana, che ne fanno parte, hanno avanzato la richiesta di 23.890 euro in una unica soluzione forfettaria da incassare all’inizio del 2022 in riferimento agli introiti delle visite guidate ed hanno chiesto che per tutte le altre attività si proceda con accordi separati ne quali stabilire un quantum in denaro per la proprietà, da definire di volta in volta. Hanno aggiunto che l’accordo non includerebbe “tutte le attività di promozione giornalistica dell’isola, su cui la proprietà chiede un ristoro economico”. Le richieste dei Diana, però, secondo la maggioranza del comitato di gestione ed il suo presidente, sono irricevibili. Sostengono che l’unico discorso praticabile sia quello di destinare loro un ristoro pari a 23.890 euro calcolato sulla percentuale dei biglietti di ingresso per le visite ed in ragione del dato storico dei visitatori degli anni passati, quei pochi anni nei quali Vivara è stata accessibile. Nulla di più può essere erogato ai Diana, secondo il presidente e la maggioranza del comitato di gestione, anche sulla base dei principi – scrivono – “di ragionevolezza, proporzionalità e prudenza di cui ai pareri dell’Avvocatura dello Stato e del Collegio dei Revisori dei Conti”. Ogni giorno che passa, dunque, si concretizza l’ipotesi che circa un anno fa Agostino Riitano, il regista di Procida Capitale della Cultura, commentava con uno scaramantico ”non voglio neppure pensare possa accadere”. Vale a dire che Vivara resti fuori dagli eventi della rassegna.





5 Febbraio 2022


Al via le visite guidate a Montecristo:
dal 5 febbraio le prenotazioni online per il 2022


Ecco il nuovo calendario di visite guidate a Montecristo: dal 5 febbraio le prenotazioni online per il 2022

La prelazione dei 100 posti per i residenti scade il 6 marzo

Dalle ore 9 del 5 febbraio sarà on line, sul sito: https://prenotazioni.islepark.it/montecristo/

il calendario delle visite dell’Isola di Montecristo, che, per il 2022 propone 23 date. La prima uscita è fissata per il 19 marzo; ultima escursione programmata per il 25 settembre. Le gite sono sempre programmate al sabato o alla domenica. La prenotazione è nominativa e comporta il pagamento immediato con carta di credito sul sito di prenotazione.
La visita, organizzata dall’Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano in accordo e con il supporto operativo del Reparto Carabinieri Biodiversità di Follonica, prevede la partenza da Piombino Marittima e lo scalo a Porto Azzurro (Isola d’Elba); in due casi – venerdì 17 giugno e venerdì 9 settembre – le partenze sono programmate con partenza ed arrivo a Porto S. Stefano, con scalo all’Isola del Giglio.

Ogni data del calendario consente la visita a 75 persone. Il costo dell’escursione è di euro 130 € a persona.

I costi sono comprensivi di trasporto marittimo a/r e del servizio Guida. Età minima dei partecipanti 12 anni. In caso di condizioni meteo avverse saranno proposte date di recupero.

Anche per il 2022, al fine di agevolare le prenotazioni dedicate ai residenti nelle isole dell’Arcipelago Toscano si possono prenotare online anche i 100 posti a loro riservati al costo di € 60 a persona. Non ci saranno date fisse riservate, ma si potrà scegliere una data a piacere tra quelle previste dal calendario programmato per tutti. Attenzione però, i residenti potranno esercitare la prelazione prenotando entro il 6 marzo 2022; se entro quella data non saranno stati prenotati tutti i 100 posti a costo agevolato, quelli rimasti liberi saranno resi disponibili a costo pieno per tutti.

Si raccomanda di leggere le informazioni dettagliate sulle modalità di visita, sulla tipologia di escursione, sul calendario completo e sulle regole di comportamento disponibili sul sito di prenotazioni: https://prenotazioni.islepark.it/montecristo/

Per ogni ulteriore richiesta di chiarimento si può contattare Info Park tel. 0565 908231 e-mail info@parcoarcipelago.info

Montecristo è una delle isole più importanti per la tutela della biodiversità dell’Arcipelago Toscano e del Mar Tirreno, un luogo straordinario e fragile dal punto di vista ambientale, un vero e proprio santuario della natura la cui fruizione, da sempre contingentata, richiede il rispetto di specifiche regole di comportamento e modalità organizzative gestite dall’Ente Parco, in stretto accordo con il Reparto Carabinieri per la Biodiversità di Follonica.
Riconosciuta Riserva Naturale Statale con D.M. del 4 marzo 1971 e Riserva Naturale Biogenetica diplomata dal Consiglio d'Europa nel 1988, l’Isola di Montecristo è inserita nel perimetro sia del Parco Nazionale Arcipelago Toscano, sia della Riserva della Biosfera “Isole di Toscana” nell’ambito del Programma MAB dell’UNESCO, nonché nel Santuario Internazionale dei Mammiferi Marini Pelagos.

Per informazioni sull’Isola si rinvia al sito dell’Ente Parco http://www.islepark.it/visitare-il-parco/montecristo.


Sito web mittente: http://www.islepark.it/






19 Dicembre 2021


PNRR, 200 milioni per rendere più sostenibili 19 isole minori


È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto che avvia il  “Programma Isole Verdi”. Si tratta di una misura che utilizza 200  milioni di euro a valere sui fondi del Piano Nazionale di Ripresa e  Resilienza (PNRR) finanziato dall’Unione Europea Next Generation EU.

Il programma è finalizzato a promuovere il miglioramento e  rafforzare, in termini ambientali ed energetici, i 13 Comuni delle 19  Isole minori non interconnesse, attraverso la realizzazione di progetti  integrati di efficientamento energetico e idrico, mobilità sostenibile,  gestione del ciclo rifiuti, economia circolare e produzione di energia  rinnovabile.

I comuni interessati al programma sono quelli di:

- Isola del Giglio, Capraia, Ponza, Ventotene, Isole Tremiti, Ustica e  Pantelleria, nel cui territorio ricade in una unica Isola minore non  interconnessa;

- Leni, Malfa e Santa Marina Salina, tutti ricadenti nell’Isola di Salina;

- Favignana, Lampedusa e Lipari, nel cui territorio di ricade in più di una Isola minore.

I Comuni potranno presentare i progetti entro il 13 aprile del 2022,  solo per via telematica all’indirizzo di Posta Elettronica Certificata: clea@pec.minambiente.it

Tutta la documentazione e le informazioni sul programma sono disponibili alla pagina: www.mite.gov.it/pagina/pnrr-isole-verdi


Mittente: Ministero della Transizione Ecologica - Sito web mittente: https://www.mite.gov.it







12 Novembre 2021


Costiera Amalfitana,
 
venduto ISCA  l'isolotto di Eduardo De Filippo




foto di Maurizio Parmiciano


 
 
Venduto ai proprietari dell’Antica Sartoria di Positano l’Isolotto Isca, che fu il ritiro di Eduardo De Filippo lontano dalle tournée teatrali
 
 
Lo Scoglio Isca è stato per molti anni il luogo in cui Eduardo De Filippo trascorreva il tempo tra una tournée e l’altra, tra passeggiate sulla spiaggia e ispirazioni per nuove opere.
Acquistato dal drammaturgo napoletano nel 1949, l’Isolotto Isca è stato oggi venduto dagli eredi di Eduardo ai titolari del gruppo Antica Sartoria, già proprietario del Palazzo Doria D’Angri a Napoli.

L’Isolotto Isca: il ritiro di De Filippo
Appena al largo di Nerano, in prossimità del Fiordo di Crapolla, a Napoli, il piccolo isolotto Isca – chiamato comunemente “scoglio” a volerne sottolineare le misure molto contenute – è stato acquistato da Eduardo De Filippo nel 1949 dal banchiere Vittorio Astarita.
Si dice che il banchiere fosse così restio a cedere l’isolotto a De Filippo che soltanto l’intercessione di amici comuni permise all’attore e regista di realizzare il desiderio di acquistare quello scoglio che sarebbe presto diventato il suo rifugio.
Delle vicende dell’isolotto, prima che diventasse la “villa d’otium” di Eduardo, si sa molto poco: pare che fosse utilizzato per esclusive battute di caccia, e che sia sempre stato di proprietà di privati.
Negli anni Cinquanta De Filippo costruì qui la villa che diventò il suo rifugio tra una tournée e l’altra, tracciando un segno preciso nella storia dell’Isolotto.
Si dice che proprio qui De Filippo incontrò, tra i bagnanti arrivati dalla Baia di Nerano, la futura compagna Isabella Quarantotti, con cui condivise molto del tempo passato a scrivere in riva al mare sull’isolotto affacciato sulla penisola sorrentina.
Fu sull’isolotto di Isca che Eduardo tradusse in napoletano “La Tempesta” di Shakespeare, mentre l’opera “Il Contratto”, del 1967, è ambientata a Massa Lubrense, il piccolo comune entro cui ricade l’isolotto che accompagnò per anni i momenti di quiete ed ispirazione del drammaturgo napoletano.
 
La nuova vita di Isca
Gli eredi di Eduardo De Filippo hanno venduto la proprietà dello Scoglio Isca a Giacomo Cinque e Riccardo Ruggiti, imprenditori già proprietari della società Antica Sartoria di Positano.
Dopo aver acquisito il Palazzo Doria D’Angri a Napoli – oggi residenza di lusso con sei esclusive camere affrescate, una sala cinema ed un terrazzo panoramico di 300 metri quadrati – il gruppo imprenditoriale di Antica Sartoria diventa quindi proprietario anche dell’Isolotto di Eduardo.
Il prezzo della trattativa è top secret ma come riportato da ‘La Repubblica’ la cifra dovrebbe aggirarsi intorno ai 10 milioni di euro.
L’idea degli imprenditori di Positano sarebbe quella di trasformare la villa di De Filippo in un grande resort di lusso, presumibilmente sullo stile di quanto già fatto al palazzo del Vanvitelli da cui Garibaldi annunciò l’annessione del Regno delle Due Sicilie all’Italia.
Il valore storico-culturale dello Scoglio Isca non si nutre soltanto della felice eredità di Eduardo, ma conserva anche diversi resti d’epoca romana tra cui una grande cisterna e due ninfei.

 
 



 
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