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News dalle Isole

NOTIZIE DALLE ISOLE

a cura della Redazione di Ali Cudi
Il Corriere delle piccole isole




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28 novembre 2019


Federparchi a Pantelleria per i 10mila alberi per l’isola
Iniziative del comitato Parchi per Kyoto
per riforestare l’isola dopo l’incendio del 2016


Si conclude oggi il progetto “10.000 Alberi per Pantelleria: per non dimenticare l’incendio 2016” con la messa a dimora delle ultime 1.250 piante a Montagna Grande. A queste si aggiungono 250 piante già messe a dimora a Kuddie Rosse nel marzo del 2018. Quella di Pantelleria è stata la campagna di crowdfunding in ambito ambientale che ha registrato il maggior successo in Italia, con oltre 200 donatori tra cui importanti aziende nazionali. Grazie alla collaborazione del Dipartimento SAF dell’Università degli Studi di Palermo, sono state scelte specie autoctone già presenti a Pantelleria nel rispetto della biodiversità locale e privilegiate specie rare o minacciate. Ogni albero piantato permette l’abbattimento di una quantità stimata in circa 700 kg di CO2 nel corso del suo intero ciclo di vita, per un totale di 1.125 tonnellate. In questi anni il Comitato ha realizzato molti interventi in tutta Italia mettendo a dimora decine di migliaia di nuovi alberi.


Sito web mittente: http://www.parks.it/federparchi





21 Novembre 2019


Procida, isole minori a confronto sulle energie alternative

Venerdì 22 novembre la conferenza dell’Ancim: sarà presentato il “Libro Bianco sull’Energia”:
rappresentati 35 Comuni, una trincea per ridimensionare il cambiamento climatico

di PASQUALE RAICALDO


Sostenibilità e identità: è la sfida condivisa, e inderogabile, dei trentacinque Comuni delle isole minori italiane, che venerdì 22 novembre si riuniscono a Procida per confrontarsi e unirsi, interrogarsi e decidere. La strenua difesa delle perle del Belpaese dai rischi della globalizzazione si tradurrà nella presentazione di quello che l’Ancim, l’associazione che li riunisce, ha chiamato “Libro Bianco sull’Energia”. All’interno, sono illustrate le possibili fonti energetiche alternative e le soluzioni adottate, o in via d’adozione, per ridurre le emissioni di anidride carbonica e salvaguardare l’ambiente, che qui – dall’Elba a Ustica, da Ischia a Vulcano – è certamente più vulnerabile.

“E’ la prima volta – spiega il presidente dell’Ancim Francesco Del Deo, sindaco di Forio – che viene fatta una mappatura dello stato attuale nel campo delle fonti energetiche nelle piccole isole italiane, avanzando soluzioni innovative. E’ il metodo giusto per avere elementi concreti di valutazione per attivare, in ogni territorio insulare, gli interventi più appropriati". A contribuire alla redazione del “Libro bianco” enti di ricerca e associazioni di prim’ordine, a cominciare delle Università di Roma La Sapienza e di Siena, dal Politecnico di Torino, da Legambiente, dal CNR e dall'ENEA, con la quale, da tempo, l’Ancim ha sottoscritto un accordo di collaborazione.
I nodi cruciali attorno ai quali ruota il futuro delle isole minori sono, insieme al risparmio energetico, la sostenibilità dei trasporti, la questione dello smaltimento dei rifiuti e l’approvvigionamento idrico. Non mancano soluzioni virtuose intraprese da alcune realtà insulari: il forum di Procida, una tavola rotonda a 35 voci, vuole favorire, in sostanza, la loro condivisione. E del resto, come sottolinea il Ministero degli Affari Regionali nella sua premessa al “Libro Bianco”, “le isole minori rappresentano un osservatorio privilegiato per analizzare gli effetti del progredire del surriscaldamento globale ed una trincea ideale per contenerne i disastrosi effetti. Il "Libro Bianco" dell'Associazione Nazionale Comuni delle Isole Minori parte dalla conoscenza diretta dei problemi e dalle criticità osservati nel vissuto quotidiano, li analizza nel merito e, in una declinazione assolutamente positiva, ipotizza soluzioni lanciando vere e proprie sfide per il cambiamento”.

“Le isole minori – annuisce il ministro dell’Ambiente Sergio Costa - sono luoghi in cui implementare ed incentivare comportamenti virtuosi”. Contestualmente, il 23 novembre è prevista l’apertura della Scuola di Formazione nel campo energetico, realizzata dall’Ancim proprio a Procida, nel complesso monumentale dell’ex carcere di Palazzo d’Avalos, insieme alle università di Roma La Sapienza e Siena.

“Per Procida è un onore ospitare un evento del genere ed è il segnale che in questi anni abbiamo anche seminato ottimi rapporti istituzionali. – spiega l’assessore Antonio Carannante – Evidenzieremo come anche in territori disagiati come le isole le tecnologie possano essere le più diverse: il fotovoltaico, ma anche l’eolico, il moto ondoso, il geotermico. E in questa ottica siamo orgogliosi di rappresentare un’isola, Procida, selezionata dall’Unione Europea nel 2019 in rappresentanza dell’Italia per un finanziamento di circa 450.000 euro finalizzato allo sviluppo di sistemi di energia rinnovabile per le isole.  Si aprono interessanti scenari per la nostra isola, che si candida a essere sempre più un’isola green. Non a caso, insieme agli assessori Lubrano e Lauro, portiamo avanti da tempo l’educazione ambientale nelle scuole e la lotta alle plastiche, anche con il coinvolgimento attivo dei piccoli pescatori”.





26 ottobre 2019


Al via “Isolamondo”, l’avventura di 450 miglia per unire
Elba, Ponza, Ventotene, Procida e Ischia

La flottiglia, composta da 16 tra bimbi e ragazzi di età compresa tra i 5 e i 17 anni,
è salpata all’alba di sabato da Portoferraio puntando sull’isola di Ponza.  





25 ottobre 2019

Riaperta la Ferrata del Monte Capanne all'isola d'Elba con la collaborazione del CAI


A inizio ottobre la ferrata sul sentiero 100 per arrivare al Monte Capanne, riservata a EEA (Escursionisti Esperti con Attrezzatura) era stata chiusa dall'Ente Parco per lavori di manutenzione straordinaria. In data 23 ottobre è stato effettuato il collaudo dei lavori che ha avuto esito positivo.

“Sentieristica e sicurezza nelle percorrenze della rete escursionistica - ha tenuto ad evidenziare il Presidente Giampiero Sammuri - sono tra le tematiche centrali dell’attività gestionale dell’Ente Parco. E per questi obbiettivi è fondamentale la collaborazione operativa sempre più stretta ed efficace attivata con il Club Alpino Italiano, sia a livello centrale, sia a livello della Sottosezione Isola d’Elba. Siamo quindi particolarmente soddisfatti dell’intervento condotto per conto dell’Ente Parco da parte di specialisti esperti del settore, coadiuvati da appassionati volontari, che ha consentito di realizzare un’importate attività di manutenzione straordinaria e, di conseguenza, di restituire alla fruizione in sicurezza della ferrata del Monte Capanne, la vetta più alta dell'Isola d'Elba. Tenendo conto anche del costante monitoraggio dei percorsi escursionistici all’interno dell’area protette, il CAI conferma il suo appoggio ed affiancamento alle iniziative dell’Ente Parco, sempre più impegnato a promuovere il territorio dell’arcipelago toscano attraverso una ricca rete sentieristica che può essere fruita tutto l’anno, alla scoperta delle eccellenze ambientali e storico-culturali nelle quattro diverse stagioni.”

Vittorio Santini, reggente Sottosezione CAI Elba ci racconta il lavoro svolto dagli esperti.

“Nei giorni 3-4-5 ottobre sono stati effettuati i lavori di manutenzione straordinaria della ferrata del Monte Capanne. Sono stati ripristinati alcuni fissaggi su roccia, sostituiti alcuni cavi, eliminati altri su tratti ritenuti non pericolosi. Li ha effettuati Carlo Barbolini, Accademico del CAI, che non vuol dire docente universitario, ma persona che ha acquisito titolo per le esperienze maturate percorrendo vie alpinistiche particolarmente difficili spesso in condizioni ambientali altrettanto difficili. Alla perizia alpinistica Barbolini ha aggiunto la professionalità di chi sa programmare un lavoro su cui non si può tornare a metter mano tante volte. E’ salito infatti sul Capanne a giugno ed ha fotografato dettagliatamente tutti i punti su cui era necessario operare e dopo, a tavolino ha deciso le modalità di intervento. Il suo modo di procedere ha interessato ed è stato formativo per coloro che hanno collaborato allo svolgimento del lavoro: soci CAI e soci della
associazione Pedalta. In periodi precedenti Barbolini ha anche realizzato le ferrate del Procinto e del Pizzo d’Uccello, entrambe sulle Alpi Apuane. Oltre all’aspetto tecnico, che ha risolto il problema della sicurezza del percorso, la circostanza ha costituito un momento di crescita culturale e sociale concentrando su di un obbiettivo comune le attenzioni e l’impegno di differenti realtà locali come le   associazioni CAI e Pedalta, nella presa di coscienza che migliorare le condizioni di fruibilità del territorio in cui si opera non può che giovare a tutti. Il completamento dei lavori è stato effettuato con il collaudo da parte dell’ing. Marco Passaleva, anch’esso accademico CAI”

Il video sulla riparazione della Ferrata con le immagini di Michele Cervellino   https://youtu.be/P0q0CMRflj4


Sito web mittente: http://www.islepark.it/




21 ottobre 2019


Procida, esperti da tutta Europa per dire no alle zanzare

Corso di formazione internazionale: così ci si confronta sulla tecnica del maschio sterile

di PASQUALE RAICALDO

Ad accomunarli una missione condivisa, ma soprattutto i metodi adottati per ridimensionare uno dei proverbiali incubi delle lunghe estati: le zanzare. Si sono incontrati a Procida, uno degli hotspot più interessanti nella lotta alle zanzare tigre attraverso la cosiddetta tecnica dell’insetto sterile, l’immissione nell’ambiente di maschi improduttivi.

Nove esperti da tutta Europa (Albania, Croazia, Cipro, Georgia, Grecia, Portogallo, Romania, Serbia e Macedonia) hanno così preso parte al corso di formazione dal titolo "Social Communication for Sterile Insect Technique Mosquito Project”, inserito nell'ambito del progetto europeo RER5022 dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica "Establishing Genetic Control Programes for Aedes Invasive Mosquitoes”, che coinvolge tredici Paesi europei in via di formazione per avviare programmi di monitoraggio e controllo di zanzare invasive del genere “Aedes” mediante, appunto, la tecnica dell'insetto sterile.

Sulla più piccola delle isole del golfo di Napoli, in particolare, i partecipanti al corso hanno approfondito il metodo COM-B (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3096582/ - http://www.behaviourchangewheel.com/about-wheel), adattato in modo specifico alla comunicazione sociale finalizzata al cambiamento del comportamento delle comunità per progetti di controllo di zanzare mediante la tecnica dell'insetto sterile dal dott. Thanas Goga, tra i principali docenti del corso, diretto da Marco Salvemini, ricercatore e genetista del Dipartimento di Biologia alla Federico II.

Il dott. Salvemini ha proposto seminari teorico-pratici per presentare il lavoro svolto sino a questo momento a Procida, in particolare per il coinvolgimento attivo della cittadinanza: tra gli altri, hanno raccontato la loro esperienza politici (il sindaco Dino Ambrosino e la consigliera Rossella Lauro), gli studenti dell’istituto comprensivo Capraro con la docente Graziella Gamba, il naturalista e docente Costantino D’Antonio dell’istituto Nautico e, per l’Accademia di Belle Arti di Napoli, il professore Alfredo Capuano e gli studenti Rodel Allen Soriano e Riccardo Calandro, recentemente coinvolti nel progetto procidano, per il quale hanno sviluppato la campagna di comunicazione “#ZZZ-zona zero zanzare-MeglioInsieme” per favorire la sensibilizzazione degli abitanti nella lotta senza frontiere alla zanzara tigre asiatica. I partecipanti al workshop hanno visitato le aree oggetto di studio lo scorso anno alla Chiaiolella e la Riserva di Vivara, dove è tuttora in corso il monitoraggio della zanzara tigre asiatica.





1 ottobre 2019

Capri - Archeologie borboniche

La ricerca sull’antico a Capri e nelle province di Napoli e Terra di Lavoro

Convegno internazionale
11-12 Ottobre 2019

Presentazione
9 ottobre, ore 16.00
Complesso monumentale dei Girolamini,
Napoli
Convegno
11 ottobre, ore 10.30,
Centro Polifunzionale Internazionale,
Sala Luigi Pollio, Capri

12 ottobre, ore 9.30,
Centro Multimediale Mario Cacace,
Anacapri

Capri, 01 Ottobre 2019

La centralità delle città vesuviane nella riscoperta borbonica delle antichità campane ha tradizionalmente comportato una minore attenzione, negli studi, verso altri siti campani di grande valore storico. In tal senso, il convegno internazionale Archeologie borboniche si propone come momento di incontro per restituire visibilità a esplorazioni archeologiche, scavi, documenti e personaggi meno noti della cultura antiquaria campana sette-ottocentesca. Le relazioni scientifiche permetteranno di mettere a confronto tre situazioni geografiche della Campania borbonica: l’isola di Capri, le cui antichità furono al centro di una rivisitazione ‘in chiave mitica’ legata alla memoria dell’imperatore Tiberio; Napoli e i Campi Flegrei, che andavano svelando imponenti vestigia dell’antico ad archeologi di professione e viaggiatori; Caserta e la Terra di Lavoro, che restituivano i resti delle ricche città della Campania interna e del basso Lazio.

Le attività del convegno saranno presentate a Napoli il giorno 9 ottobre alle ore 16.00 presso il Complesso Monumentale dei Girolamini; alla conferenza stampa seguirà una introduzione sulla Capri borbonica e una visita alla Biblioteca dei Girolamini a partire dalle 16.30.

Il giorno 11 ottobre le attività si sposteranno a Capri presso il Centro Polifunzionale Internazionale. La prima sessione del convegno, dalle 10.30 alle 13.20, sarà dedicata all’isola di Capri; la sessione pomeridiana, dalle 14.40 alle 17.20, riguarderà invece Napoli e la sua provincia, con specifico riferimento ai Campi Flegrei.

Il giorno 12 ottobre ci si sposterà ad Anacapri presso il Centro Multimediale Mario Cacace. Dalle 9.20 alle 10.40 troverà conclusione la seconda sessione dedicata a Napoli, con interventi sulla città e su Sorrento; dalle 10.40 alle 12.20 si svolgerà la terza sessione del convegno, dedicata a Caserta e alla provincia di Terra di Lavoro.  

Il convegno Archeologie borboniche è promosso e organizzato dall’Associazione culturale Apragopolis Isola di Capri, con la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli e in collaborazione con il CNR-ITABC; esso è patrocinato dai comuni di Capri e Anacapri, vanta poi il partenariato scientifico del Polo Museale della Campania, del Centre Jean Bérard di Napoli e del Centro interdipartimentale di ricerca per i Beni Architettonici e ambientali e per la Progettazione Urbana dell’Università Federico II di Napoli e del Centro documentale dell’Isola di Capri; in collaborazione con gli allievi dell'Istituto Alberghiero Axel Munthe, è sponsorizzato inoltre dal Porto Turistico di Capri e Federalberghi Isola di Capri. Sponsor tecnici dell'iniziativa sono Il Grand Hotel Quisisana, l'Hotel Punta Tragara, l'Hotel Gatto Bianco, l'Hotel Guarracino, il B&B Casa Augusto, l'Hotel 4 Stagioni, Capri Pasta, il Ristorante Verginiello.

Contatti:
mail: apragopolisisoladicapri@gmail.com  Facebook: Associazione Apragopolis   -  Instagram: associazione.apragopolis_



27 settembre 2019

Il Parco Nazionale arcipelago Toscano aderisce alla
settimana del Pianeta Terra Il programma dei geoeventi   


La settima edizione della Settimana del Pianeta Terra si svolgerà dal 13 al 20 ottobre 2019 in tutta Italia  Sarà dedicata alla scoperta delle nostre risorse naturali – montagne e ghiacciai, grandi laghi, fiumi, colline, coste e paesaggi marini, isole, vulcani – sia le più spettacolari, sia le meno conosciute, ma non meno affascinanti: quelle che abbiamo la fortuna, spesso senza saperlo, di avere proprio a due passi da casa.
Anche il Parco Nazionale arcipelago Toscano ha aderito inserendo nel programma autunnale del Walking Festival 2019 tre eventi dedicati alla Settimana del Pianeta Terra: un seminario di Geologia, un laboratorio sui minerali al Museo Mineralogico Luigi Celleri di San Piero e una escursione.

mercoledì 16 ottobre  Isola d’Elba
Seminario “Lo spettacolo del Pianeta Terra: dalla Tanzania all’Arcipelago Toscano”
Intervengono Giuseppe Tanelli, già Professore Ordinario di Georisorse minerarie all’Università di Firenze, e Maurizio Burlando, geologo, Direttore del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Un affascinante viaggio alla scoperta di alcuni dei territori più interessanti dal punto di vista geologico a livello mondiale tutelati dall’UNESCO: dalla Tanzania alla Cina, dalla Finlandia al Giappone, dalla Grecia al Canada, dal Perù al Vietnam, dall’Indonesia all’Islanda. Fino alle straordinarie eccellenze delle sette isole dell’Arcipelago Toscano, da sempre paradiso per i geologi italiani e stranieri.
Ritrovo: ore 20:30 presso la sede del parco in località Enfola a Portoferraio

sabato 19 ottobre Isola d’Elba.
Gli scherzi del MuM
L’attività prevede la spiegazione delle grafiche a parete del Museo MUM, Museo Mineralogico Luigi Celleri di San Piero, il ciclo delle rocce, il vulcano riuscito ed il vulcano mancato, esperimenti e test pratici per riconoscere rocce e minerali e comprendere il loro impiego nella nostra vita quotidiana; si concluderà con la visita alle collezioni e con un filmato sulla storia dell’estrazione e della lavorazione del granito.
Ritrovo: ore 9:30 San Piero, MUM - Durata: 3 ore - Difficoltà: facile

Domenica 20 ottobre Isola d’Elba
Percorso di San Bartolomeo
Immersi nei paesaggi granitici, lungo le pendici del Monte Capanne, fino ai resti dell’antica chiesa di San Bartolomeo, spaziando con lo sguardo sul versante meridionale dell’Elba fino alle isole di Pianosa, Montecristo e Giglio.
Ritrovo: ore 10:00 Chiessi, Piazza della Chiesa - Durata: 5 ore - Difficoltà: medio/ impegnativa

Sito web mittente: http://www.islepark.it/




23 settembre 2019

Procida si illumina nel segno dell’indimenticata Elsa Morante. Nella chiesa di Santa Margherita, avvolta da una suggestiva luce blu, la trentaduesima edizione del premio intitolato all’autrice de “L’isola di Arturo” va a Giuseppe Munforte con “Il fruscio dell'erba selvaggia” (Edizioni Neri Pozza),  un romanzo dalla struttura inedita che intreccia i destini di personaggi che, sullo sfondo di una Milano periferica, cupa e malinconica, vivono un’esistenza in cui innocenza e crimine, onore e vergogna, redenzione e autodistruzione si rovesciano continuamente, come guanti di cui è impossibile distinguere il diritto e il rovescio. A Munforte, che aveva esordito nel 1998 con il romanzo "Meridiano”, già premio Assisi per l’inedito nel 1996, il tradizionale piatto in ceramica raku realizzato da Elena Lubrano Lobianco e uno straordinario pastore in terracotta raffigurante Arturo realizzato dall'artista procidana Antonietta Righi oltre a un premio in denaro.
Al secondo posto, ex aequo per “L'evidenza” di Giovanni Greco (Castelvecchi Editore) e “Hamburg”  di Marco Lupo (il Saggiatore), premiati dal direttore della Biblioteca nazionale di Roma, Andrea de Pasquale, e Michele Assante del Leccese, presidente della giuria popolare. Particolarmente apprezzato l’intervento artistico di Pietra Montecorvino, accompagnata alla chitarra dal maestro Ernesto Nobili. “E’ stata un’edizione maiuscola e di grandi contenuti”, hanno sottolineato il sindaco di Procida Dino Ambrosino e l'assessore alla cultura Nico Granito.

Fonte : La Repubblica di PASQUALE RAICALDO



24 luglio 2019


Cresce il tesoro delle Egadi: recuperati due rostri della prima guerra punica

Con i reperti in bronzo ritrovati in mare salgono a 18 quelli recuperati. Trovata anche una spada di 70 cm. Le armi raccontano le storiche battaglie navali tra Romani e Cartaginesi nelle acque di Levanzo.
SONO stati recuperati altri due rostri dai fondali delle Egadi. I preziosi reperti sono stati ritrovati grazie alla sinergia operativa tra la Soprintendenza del mare della Regione Siciliana, la Rpm nautical foundation e i subacquei della Global underwater explorer. I rostri in bronzo che il mare ha conservato portano a 18 il numero di quelli recuperati dei 19 individuati in questi anni.
I micidiali strumenti da guerra, montati sulla prua delle navi per speronare le imbarcazioni nemiche, rappresentano la prova evidente che i fondali di Levanzo, sono certamente il teatro della battaglia navale che sancì la fine della prima guerra punica, con la vittoria della flotta romana su quella cartaginese. Fino ad oggi sono stati rinvenuti 16 rostri romani e due cartaginesi.
Nel corso delle ricerche sui fondali delle isole siciliane, anche quest'anno condotte con la nave oceanografica Hercules, sono stati scoperti altri reperti che vanno ad arricchire la nostra conoscenza della storia antica. Nelle tre settimane di indagini, sono state individuate 68 anfore greco-italiche, due Dressel, quattro puniche e quattro piatti. Sono stati, inoltre, individuati e recuperati, sempre nello stesso areale, alla profondità di 80 metri, dai subacquei della Gue, due elmi del tipo montefortino di pregiatissima fattura.
Ma la vera novità delle ricerche di quest'anno è la scoperta effettuata tre giorni fa di una spada in metallo, della lunghezza di circa 70 centimetri con una lama larga 5 centimetri, appartenuta probabilmente ai soldati di uno dei due eserciti. Le armi dei soldati non erano state, fino ad oggi, mai ritrovate.
I reperti, dopo lo studio e il restauro, andranno ad arricchire l'esposizione all'interno dell'ex stabilimento Florio di Favignana dove, in una sala allestita con percorsi multimediali, sono esposti i rostri e gli elmi recuperati nelle campagne precedenti. La storia della battaglia è completata da una proiezione immersiva su sei schermi che racconta il tragico scontro tra le due flotte dal punto di vista dei due comandanti, Lutazio Catulo e Annone.
"La scoperta di queste armi antiche, degli elmi con decorazione e dei rostri - ha commentato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci - arricchisce il nostro patrimonio di conoscenza sulla Battaglia delle Egadi. Un momento che ha segnato la storia della civiltà mediterranea. Una storia riscritta recentemente dal compianto assessore Sebastiano Tusa. E' a lui che dedichiamo queste ultime scoperte, perché la sua geniale intuizione e la sua perseveranza nelle ricerche hanno consentito oggi, alla Soprintendenza del Mare e ai partner che hanno collaborato, di portare a termine un'operazione scientifica che mette un ulteriore tassello nel mosaico dello scontro tra Romani e Cartaginesi".

Fonte : https://www.repubblica.it/scienze/2019/07/24/



12 Luglio 2019


Visite guidate tra storia e natura: La Villa Romana di Giannutri
Uno dei siti archeologici più importanti dell'Arcipelago Toscano

Giannutri, la più meridionale delle isole toscane, emerge dalle acque del Tirreno come una bianca mezzaluna di calcare.
Tra scogliere rocciose dove si aprono grotte e spaccature originate dall’azione del vento e sentieri profumati di macchia mediterranea si erge un importante sito archeologico la Villa Romana. Si tratta di un notevole complesso residenziale con  scalo marittimo, un vero e proprio quartier generale per la sosta dei velieri e per l’otium, costruito nel I secolo d.C. a Giannutri dalla potente famiglia dei Domizi Enobarbi di cui Nerone fu un discendente.
Dopo una lunga chiusura, dal 2015 la Villa Romana di Giannutri è nuovamente visitabile eclusivamente con l'accompagnamento di Guide Parco specializzate formate dal Parco Nazionale Arcipelago Toscano  e dalla Soprintendenza archeologica.  
Il biglietto di ingresso aiuta a finanziare la manutenzione del sito archeologico e dell’area circostante.
Le visite sono possibili da giugno a settembre nei giorni di mercoledi, giovedi e sabato, e si possono prenotare anche        direttamente sulla imbarcazione che parte da Posto S Stefano, Giglio Porto o Castiglione della Pescaia oppure tramite Info Park. Nella bassa stagione le visite sono previste  solo di sabato e quando è attivo il collegamento con l'isola di Giannutri

E' comunque necessario prenotare.  Per informazioni e prenotazioni contattare gli uffici  Info Park Tel 0565.908231.
Costi: Ticket 8 € a persona. 4 € bambini dagli 11 ai 14 anni. Gratis per bambini fino a 10 anni.

Sito web mittente: http://www.islepark.it/




23 Giugno 2109

Pianosa


Pianosa, da isola-carcere a paradiso naturale, ma solo per pochi: ''Qui l'ambiente viene prima dell'uomo''
Acqua da scenario caraibico e distese di macchia mediterranea sono il biglietto da visita di Pianosa, colonia penale del Granducato di Toscana dal 1856 divenuta nel 1977 carcere di massima sicurezza per volontà del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Pur portando ancora i segni di quelle strutture, oggi l'isola rappresenta, con i suoi 10 chilometri quadrati, una delle aree a maggior tutela dell'arcipelago toscano. Sono infatti vietati ancoraggio e pesca, la balneazione è consentita solo per due brevi tratti di costa e le visite, rigorosamente guidate, possono avvenire solamente per 250 persone al giorno. Il vecchio borgo, spopolato ai tempi del 41-bis, oggi è abbandonato e pericolante. Le guide del parco, però, difendono questa scelta: "Alcune strutture di valore saranno recuperate, però - racconta una di loro - non è possibile pensare a un ripopolamento dell'isola. Qui al centro, per una volta, non c'è l'uomo ma la natura".

di Andrea Lattanzi  Fonte : La Repubblica



22 Maggio 2019

E' nato il Nat-Lab museo naturalistico dell’Arcipelago toscano” a Forte Inglese,
Portoferraio Elba Un laboratorio naturalistico,
un museo che ospita e conserva le collezioni entomologiche,
zoologiche e botaniche delle isole toscane


Una bella partecipazione Lunedì 20 maggio pomeriggio,  per la inaugurazione del  “Nat-Lab museo naturalistico dell’Arcipelago toscano” a Forte Inglese, Portoferraio.
Dopo i  saluti del Sindaco di Portoferraio  Mario Ferrari,  del Presidente Parco Giampiero Sammuri  e del Presidente Onorario di WBA (World Biodiversity Association onlus) Gianfranco Caoduro è stato aperto al pubblico il nuovo Nat-Lab con il  taglio del nastro fatto da  giovani studenti appassionati di natura  proprio per significare che il laboratorio è dedicato a loro, appassionati di natura e futuri custodi della biodiversità.
Subito dopo si è svolta  la visita guidata delle sale allestite, accompagnata da Leonardo Forbicioni, esperto entomologo e curatore della mostra. Da tempo Forbicioni, responsabile della sezione Arcipelago Toscano di  WBA (World Biodiversity Association Onlus), cercava una sede per donare la propria collezione personale di insetti realizzando un sogno nel cassetto: condividere con il pubblico e con gli studenti la sua grande passione e un patrimonio di studio e ricerche.  Il Parco Nazionale Arcipelago Toscano e la Riserva della Biosfera MaB UNESCO “Isole di Toscana” Toscano con la collaborazione del Comune di Portoferraio hanno con grande entusiasmo raccolto questa opportunità educativa per  sensibilizzare la cittadinanza  alla salvaguardia della biodiversità
“Il NAT-LAB – spiega il responsabile di WBA Arcipelago Toscano  Leonardo Forbicioni- vuole essere un laboratorio naturalistico, un museo che ospita e conserva le collezioni entomologiche, zoologiche e botaniche delle isole toscane, una casa per tutti i Naturalisti che studiano, conservano e amano lo straordinario patrimonio ambientale presente nel Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, territorio che ha ottenuto anche il prestigioso riconoscimento come Riserva della Biosfera, nell'ambito del Programma MaB UNESCO. Nelle sale del Nat-Lab sarà possibile provare per il breve tempo di una visita cosa significa essere un vero Naturalista,  esplorare la biodiversità, la straordinaria diversità della vita, osservandola nei suoi tre regni: terra, acqua e aria.
Questo non sarà un museo come gli altri, non un semplice luogo di conservazione e divulgazione, ma anche un prato, un fiume, un piccolo mondo da scoprire. Vogliamo che divenga un luogo per tutta la cittadinanza elbana  e non solo, da condividere e vivere appieno”
Sempre a Forte Inglese è stata allestita  in questa settimana della Festa dei Parchi dal 20 al 26 maggio la  mostra temporanea  “Allarme Alieni, fermiamo le specie invasive” curata dal progetto LIFE ASAP (Alien Species Awareness Program) illustrata del Presidente del Parco Giampiero Sammuri che ha spiegato l’importanza della lotta a queste specie aliene invasive,  seconda causa nel mondo di perdita della biodiversità.
A fine visita delle mostre,  Elisa Monterastelli, biologa, ha tenuto una conferenza sulle api spiegando l’importanza di questi affascinanti insetti, i pericoli e le  nozioni per la salvaguardia degli impollinatori,  su cui c’è grande attenzione da parte dei ricercatori e di chi tutela l’ambiente. La conferenza  è stata organizzata per sottolineare  la ricorrenza della Giornata mondiale delle api che cade  il 20 maggio, data  scelta dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite,  che corrisponde alla nascita di Anton Jansa, il più famoso studioso di api e apicoltore Sloveno. La prima Giornata Mondiale per le Api si è celebrata il 20 maggio 2018 e il suo scopo è quello di rendere consapevoli tutti noi dell'importanza di preservare le api e gli altri impollinatori, invitando tutti, dai governi nazionali ai singoli cittadini, a intraprendere azioni concrete per preservarli e proteggerli.

Il Nat Lab sarà visitabile tutto l’anno negli orari di apertura di Forte Inglese  per info  INFO PARK 0565 908231

Sito web mittente: http://www.islepark.it/



24 Aprile 2019


Grande successo dell'inaugurazione del Santuario delle farfalle
di San Piero Panzanella, vino, dolci e citizen science all’Isola d’Elba

E’ stata una Pasquetta nuvolosa e con qualche scroscio di pioggia, ma questo non ha scoraggiato gli oltre 350 turisti ed elbani (prenotati, ma si sono aggiunti altri all’ultimo momento) che hanno partecipato all’Inaugurazione del Santuario delle Farfalle di San Piero in Campo (Elba). Numeri che hanno costretto gli organizzatori  - Università degli Studi di Firenze, Numerical Experimental Zoology, Legambiente Arcipelago Toscano, Circolo Culturale Le Macinelle, Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano e Santuario delle Farfalle Ornella Casnati - a stravolgere il programma iniziale che inizialmente prevedeva gruppi di una ventina di persone guidati lungo il percorso dal campo sportivo di San Piero al Molino di Moncione dai biologi dell'Università di Firenze alla scoperta delle farfalle di San Piero (Zerynthi cassandra) e delle loro piante nutrici, le Aristolochie. Alla fine si è optato per gruppi più grandi (di una cinquantina di persone) accolti nei 6 punti più interessanti dal punto di vista del progetto scientifico dai biologi che hanno spiegato a tutti il complicato e affascinante lavoro scientifico in corso sulle farfalle e le sue ricadute sull’altra fauna elbana e per la comprensione degli effetti del cambiamento climatico all’Elba e nell’Arcipelago Toscano.

Col maltempo le farfalle, che pure svolazzavano di fiore in fiore fino al giorno prima, non si sono fatte vedere, ma gli escursionisti hanno potuto osservare da vicino bruchi e uova sulle loro piante nutrici, le velenose Aristolochia rotunda e lutea, leggere la nuova cartellonistica, appena installata dal Parco nazionale grazie alla collaborazione della Cooperativa Nanni Elba, e soprattutto passeggiare tra la macchia mediterranea lungo il sentiero che porta al molino di Moncione.

Alla fine, mentre la pioggia aveva già inghiottito Montecristo e la Corsica all’orizzonte e carezzava la più vicina Pianosa, gli escursionisti hanno potuto assaggiare un’ottima panzanella vegetariana preparata dal circolo Legambiente Arcipelago Toscano con la essenziale collaborazione dei rappresentanti dei detenuti della Casa di Reclusione di Porto Azzurro iscritti al Cigno Verde, innaffiata con il vino doc dell’Azienda Agricola Arrighi e accompagnata da dolci pasquali e cioccolata.

Nemmeno il passeggero scroscio di pioggia ha fermato gli entusiasti escursionisti che hanno scoperto un angolo di isola sconosciuto ai più e fatto una splendida esperienza di citizen science nell’unica area al mondo dove vive la rara farfalla di San Piero: circa 5 Kmq tra la macchia mediterranea e i ruscelli montani dell’Elba.       
Infatti, i dati sulle farfalle del Santuario elbano possono essere raccolti non solo da ricercatori  ma anche, e soprattutto, da cittadini e appassionati che vorranno partecipare al progetto, serviranno a capire quali siano gli impatti dei cambiamenti climatici sulle popolazioni delle farfalle elbane e rappresenteranno la base per mettere in atto azioni locali di conservazione.

Il transetto percorso dai partecipanti al trekking di Pasquetta, che va da San Piero al Mulino di Moncione, è già stato inserito nel progetto Europeo "Butterfly monitoring scheme". Il transetto e tutte le sue sezioni sono stati marcati con un simbolo di una farfalla e il numero di settore per facilitare l'inserimento dei dati da parte dei ricercatori e di chiunque vorrà dare una mano alle farfalle e alla scienza.

Sito web mittente: www.legambiente.it




15 Aprile 2019


Isole Eolie, l'allarme Ingv: "Di quanto sprofondano in mare ogni anno".
Disastro: cosa accadrà tra poco

«Le 7 isole delle Eolie si abbassano di un centimetro l’anno. Troppo». È questo l'allarme lanciato da Marco Anzidei dell'Istitutito Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) di Roma. Durante il convegno a Canneto, il borgo dell’isola colpito dalle mareggiate, Anzidei, come riportato da Leggo.it, ha affermato: "L'Unione Europea e i governi nazionale e regionale si devono preoccupare di questa situazione. A Lipari abbiamo accertato che cisterne e stanze di case sono già state invase dal mare. Le zone indagate sono state Canneto, Marina Lunga, Marina Corta e Porto delle Genti".
Sono dunque risultati in negativo quelli evidenziati dal convegno che ha illustrato i dati definitivi del progetto finanziato dell'Europa "Savemedcoasts": le isole perdono un centimetro all'anno ed è troppo. Cosa fare? Come arginare il fenomeno? Quali le contro-misure? Univoca la risposta di Anzidei: "Si possono prevedere delle soluzioni a forma di barriere che gli ingegneri idraulici devono studiare con particolare attenzione".






29 Marzo 2019

All'Elba rispunta una farfalla 'estinta' da piu' di 100 anni
E’ la Vanessa multicolore, ritrovata dai ricercatori dell’università
di Firenze nel Santuario delle Farfalle

E’ la conferma scientifica dell’avvistamento fatto nel 2018 dal fotografo naturalista Antonello Marchese.

All’Isola d’Elba, nella nuova area del Santuario delle Farfalle Ornella Casnati, tra il campo sportivo di San Piero e il Mulino di Moncione, un team di biologi dell’università di Firenze e Legambiente Arcipelago Toscano, con il sostegno del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e in collaborazione con il Circolo Culturale Le Macinalle, hanno realizzato un transetto per il monitoraggio a lungo termine della farfalla di San Piero (Zerynthia cassandra) e delle conseguenze dei cambiamenti climatici sulle popolazioni di farfalle dell’area. Un lavoro che ha dato subito eccezionali risultati.

«Intanto  - sottolinea Leonardo Dapporto, a capo del team del Dipartimento di biologia dell’università degli studi di Firenze - il primi monitoraggi hanno dato già un risultato eccezionale. E' stata infatti osservata la Vanessa multicolore (Nymphalis polychloros) che non era registrata all'Elba dal 1916 tanto da essere stata considerata estinta nella recente pubblicazione che ha rivisto lo stato di tutte le farfalle dell'Arcipelago e ne ha tracciato l'impronta genetica. Una specie bellissima e importantissima che va a rendere ancora più straordinaria la fauna di farfalle dell'Isola d'Elba».

E’ la conferma scientifica dell’avvistamento fatto il 5 giugno 2018 a Monte Perone dal fotografo naturalista elbano e guida parco Antonello Marchese che aveva fotografato un esemplare di vanessa multicolore e che ricordava che «Era infatti il 1916, Albert Einstein aveva da poco pubblicato la Teoria della Relatività e il Barone Rosso volava sui campi, purtroppo, di battaglia, quando l’appassionato ricercatore Orazio Querci, collaborando con l’entomologo Roger Verity documentava per la seconda volta la presenza della Vanessa multicolore all’Isola d’Elba. Roger o meglio Ruggero Verity, medico fiorentino figlio di un nobile inglese e grandissimo ricercatore nel campo dei lepidotteri, era già in possesso di un esemplare della colorata vanessa. Il campione era stato raccolto precedentemente e consegnato dal noto naturalista elbano Giacomo Damiani, uno dei più importanti studiosi della natura all’Isola d’Elba che allora si muoveva con perizia in tutti i campi dell’osservazione naturalistica e che collaborava con l’importante ricercatore. Quando Verity giunse all’Elba nel Luglio del 1908 fu quindi il Damiani, insieme al nipote, a fargli da guida nell’esplorazione dell’isola. Damiani aveva poi continuato a raccogliere in tutte le stagioni campioni di lepidotteri fornendo preziosi dati ed esemplari per la collezione del ricercatore fiorentino».

Ora la presenza all’Elba della Nymphalis polychloros è stata accertata dai biologi dell’Università di Firenze anche più a valle dell’avvistamento di Marchese, confermando che non si tratta di un ritrovamento casuale.  

I dati sulle farfalle del Santuario elbano possono essere raccolti non solo da ricercatori ma anche, e soprattutto, da cittadini e appassionati che vorranno partecipare al progetto, serviranno a capire quali siano gli impatti dei cambiamenti climatici sulle popolazioni delle farfalle elbane e rappresenteranno la base per mettere in atto azioni locali di conservazione. Il transetto che va da San Piero al Mulino di Moncione è già stato inserito nel progetto Europeo "Butterfly monitoring scheme". Il transetto e tutte le sue sezioni sono stati marcati con un simbolo di una farfalla e il numero di settore per facilitare l'inserimento dei dati.

Il 22 aprile, a Pasquetta il nuovo percorso/ Oasi della farfalla di San Piero sarà presentato al pubblico con una passeggiata/festa di inaugurazione della nuova area del Santuario delle Farfalle, quando l’Aristolochia - le dozzine di piante nutrici della Farfalla di San Piero liberate dai rovi con un precedente intervento dei ricercatori e di citizen science - ospiteranno i bruchi e sarà il momento migliore per vedere la Zerynthia Cassandra e tante altre farfalle che vivono in questo paradiso insulare.

Area protetta: Legambiente
Mittente: Legambiente
Sito web mittente: www.legambiente.it





22 marzo 2019

Museo di Procida intitolato a Sebastiano Tusa

Il museo TERRA (Technology and Research for Archaeology) di Procida inaugurato nel 2013 dalle Università Suor Orsola Benincasa e Federico II di Napoli con il Comune di Procida, è stato intitolato a Sebastiano Tusa, l'insigne archeologo siciliano tragicamente scomparso nell'incidente aereo del 10 marzo 2019 in Etiopia.
Un giusto tributo ad uno studioso che ha dedicato la vita all'archeologia sopratutto subacquea, suoi sono stati i ritrovamenti di anfore antiche e relitti di navi romane nel mare di Sicilia, ma anche l'inizio delle esplorazioni archeologiche a Vivara nel 1975 condotte insieme al prof. Massimiliano Marazzi sulla civiltà micenea dell'isolotto vicino Procida.










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