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News dalle Isole

NOTIZIE DALLE ISOLE

a cura della Redazione di Ali Cudi
Il Corriere delle piccole isole




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17 ottobre 2020


Archeologia marina al largo di Pianosa

Anfore e marmi di epoca romana fotografati con una speciale tecnica a 640 metri
di profondità al largo dell'isola di Pianosa grazie a un ROV, un robot sottomarino.


Nel silenzio, a 640 metri di profondità, il robot sottomarino Multipluto-2 rivela improvvisamente un piccolo tesoro: anfore, marmi e laterizi di epoca romana perfettamente conservati all'interno di una fossa nelle acque dell'isola di Pianosa, nell'Arcipelago Toscano.
TECNOLOGIE PER GLI ABISSI. Un grande risultato di archeologia subacquea reso possibile dalla collaborazione tra università e privati: la competenza scientifica del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università Ca' Foscari e Guido Gay, l'ingegnere titolare della Fondazione Azionemare, nonché produttore e pilota in remoto di robot sottomarini in grado di esplorare relitti in profondità. La missione è così partita, con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno.
Le immagini di questo tesoro archeologico, che era il carico di un trasporto romano datato al II o al I secolo a.C., sono state realizzate grazie a una tecnica di fotogrammetria automatica: il ROV (Remotely Operated Vehicle) ha catturato migliaia di fotogrammi per mostrare nel dettaglio un grande numero di reperti decisamente ben conservati.
ARCHEOLOGIA MARINA. Questa preziosa documentazione all'isola di Pianosa è la seconda realizzata da Multipluto. La prima, nell'estate del 2019, era servita per mettere a punto la fotogrammetria di un altro relitto di epoca romana, datato al I secolo d.C.. Si trattava di una nave che trasportava un importante carico di marmi e anfore, affondata a nord-ovest dell'isola della Gorgona, a 34 km dalla costa toscana, a 280 metri di profondità. In quella prima missione erano state recuperate due anfore che, portate sull'isola di Capraia, sono poi state ripulite e classificate.





3 ottobre 2020


Nuovo eccezionale avvistamento di Foca monaca nel
Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, questa volta all’isola di Pianosa.


Evidentemente le coste e le acque protette del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano rappresentano un habitat ideale per la Foca monaca, specie minacciata di estinzione di cui sopravvivono in natura meno di 700 esemplari. Dopo i ripetuti avvistamenti all'isola di Capraia, tra giugno ed agosto, questo splendido e simpatico mammifero sembra aver cambiato luogo di “villeggiatura”, ma sempre nel territorio delle sette isole toscane, riconosciute non solo come area naturale protetta di caratura nazionale, ma anche come Riserva della Biosfera nell'ambito del Programma internazionale MAB UNESCO, all'interno del Santuario dei Mammiferi Marini Pelagos.
Nel pomeriggio di ieri 2 ottobre il Maresciallo Francesca Fabrizi del Reparto Carabinieri Parco e l'Assistente Capo Coordinatore Michele Comune della Polizia Penitenziaria hanno avvistato, fotografato e filmato un esemplare di Foca monaca lungo la costa orientale dell’isola d Pianosa.
Il mare era particolarmente mosso, ma i due militari non hanno avuto nessun dubbio ed hanno prontamente inviato la documentazione al Presidente del Parco Giampiero Sammuri, che ha trasferito le immagini alle ricercatrici di ISPRA Giulia Mo e Sabrina Agnesi, esperte che sin dal primo avvistamento a Capraia hanno esaminato tutta la documentazione proveniente dall'Ente Parco relativamente alla Foca monaca.
Le due ricercatrici, seguendo un preciso protocollo che consiste nell’attenta valutazione delle immagini ed il diretto resoconto degli autori dell’osservazione, hanno validato l’avvistamento. Secondo Mo e Agnesi “dall’analisi del materiale video/fotografico ed il resoconto degli avvistatori si tratta di un esemplare di taglia medio-grande. Questa notizia conferma la valenza dell’Arcipelago Toscano per la specie e la raccolta di ulteriori elementi conoscitivi nel tempo permetterà di meglio comprendere la sua frequentazione nell’area“.
“Sono veramente entusiasta di questa nuova osservazione di Foca monaca – afferma il Presidente del Parco Nazionale Giampiero Sammuri – oltretutto in un’isola diversa. Voglio ringraziare sentitamente sia il Maresciallo Fabrizi, sia l’Assistente Capo Coordinatore Comune, che hanno dimostrato di avere, oltre ad un’ottima professionalità nel proprio lavoro anche uno spirito di osservazione non comune. Grazie anche al faunista Vincenzo Rizzo Pinna che ha immediatamente elaborato le immagini per permettere un esame migliore ed ovviamente alle ricercatrici di ISPRA Mo ed Agnesi, sempre disponibili e professionali. Ora dobbiamo intensificare il monitoraggio per comprendere meglio gli sviluppi di questo eccezionale ritorno e implementarne le azioni di tutela ”.



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26 settembre 2020

Esemplare di ragno alloctono nel
Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena


La nostra guida ambientale escursionistica Emanuela Zedda ha documentato la presenza nel nostro territorio, di un esemplare femmina di Argiope trifasciata, specie appartenente alla famiglia Araneidae, originaria dal continente americano ma ormai considerata specie cosmopolita ed in espansione.
Si tratta di una specie innocua, annoverabile tra quelli che vengono definiti “ragni vespa”, nell’arcipelago sono presenti i suoi parenti più prossimi Argiope bruennichi e Argiope lobata.
Fino a qualche tempo fa non era presente in Italia e la sua presenza in Europa si limitava alla penisola iberica alle isole Canarie e a Madeira. In Sardegna era stata fino ad oggi segnalata soltanto a sud e più recentemente in Ogliastra. Nessuna segnalazione invece era mai pervenuta dalla Gallura.
L’espansione di questa specie è agevolata dal fatto che i piccoli sfruttano la tecnica del “ballooning” che grazie alle piante e a un filo di seta gli consente di sollevarsi fino a diverse centinaia di metri di altezza e spostarsi su raggi di parecchi km trasportati dal vento.
La nostra guida, Emanuela Zedda, sta monitorando l’esemplare per verificare se si tratti di un esemplare isolato, se vi siano anche esemplari maschi nei paraggi e se arrivi a riproduzione


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20 settembre 2020


Isola di Gallinara, lo Stato esercita la prelazione.
L’aveva acquistata il magnate ucraino Boguslayev


Proprio al fotofinish lo Stato esercita il diritto di prelazione sull’isola di Gallinara, sulla Riviera ligure di Ponente, di fronte al comune di Albenga al quale appartiene e ad Alassio (Savona). Manca ancora l’ufficialità, ma il ministero dei Beni culturali, guidato da Dario Franceschini, ha deciso di intervenire sulla parte più rilevante della vendita, esercitando il diritto di prelazione su una parte dell’isola, quella dove si trova la grande villa storica padronale e altri edifici. Obiettivo renderli pubblici a aprirli ai visitatori.

Lo Stato vuole così fermare l’operazione immobiliare sull’isola a forma di tartaruga del magnate ucraino Olexandr Boguslayev, 42 anni, residente a Montecarlo ma con cittadinanza di Grenada, figlio del presidente della Motor Sich, storico fornitore dell’aviazione russa.

L’operazione, per complessivi 25 milioni di euro, era divisa in due tranche. Il magnate all’inizio di agosto aveva rilevato le quote della società proprietaria della parte bassa dell’isola per 10 milioni di euro e aveva acquistato gli immobili dai proprietari per 15 milioni di euro. Su questa seconda parte lo Stato ha deciso di esercitare la prelazione. L’acquisto statale lascia al magnate russo solo la parte più selvaggia dell’isola, di fatto inutilizzabile a causa dei vincoli ambientali e paesaggistici e per la manutenzione molto onerosa.

La storia dell’isola, che prende il nome dalle galline selvatiche che la popolavano nell’antichità, come riportano Catone e Varrone, è legata a passaggi di mano che hanno attraversato i secoli. É stata il rifugio di san Martino di Tours verso la fine del IV secolo e sede di un monastero, ma è stata anche al centro di traffici commerciali con la Francia, come testimoniano i relitti in mare. Dopo le invasioni saracene del IX e X secolo l’edificio monastico venne ricostruito dai benedettini. Proprietà della Chiesa fino al 1842, l’isola fu poi venduta a privati riuniti in una Srl che faceva capo a 9 famiglie liguri e piemontesi.

Il 17 giugno il passaggio di proprietà a una società di Montecarlo legata al magnate ucraino. L’isola, a 1,5 chilometri dalla costa, è riserva naturale dal 1989. La notizia dell’acquisto da parte del magnate russo era stata resa nota ai primi giorni di agosto. E il ministro Franceschini si era detto favorevole a valutare l’esercizio del diritto di prelazione. Il vicepresidente della commissione giustizia alla Camera Franco Vazio aveva poi ribadito l'interesse del ministro: «L’isola di Gallinara dovrà diventare un bene pubblico, da tutelare e conservare, e soprattutto dovrà essere fruibile a tutti, perché patrimonio della nostra storia e della nostra comunità».








7 settembre 2020


PRESENTAZIONE DEL MUSEO CIVICO e TRASFERIMENTO A PROCIDA
DELLA SEDE DEL COMITATO DELLA RISERVA NATURALE STATALE DI VIVARA  

E'stato presentato al pubblico il Museo Civico di Procida che ospiterà anche la nuova sede della Riserva Naturale Statale Isola di Vivara. Sono intervenuti il Sindaco di Procida Dino Ambrosino, l'Assessore Antonio Carannante, il Direttore del Museo Nicola Scotto di Carlo, i proprietari dell’isola di Vivara sigg.ri Diana, il Prof. M. Marazzi e il Commissario della Riserva Naturale Statale Gennaro Esposito, nominato dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa nello scorso aprile.
Il Museo Civico sarà situato nei locali al piano terra dell’ex Conservatorio delle Orfane a Terra Murata e si estenderà anche alla Cappella della Purità. Da oggi Procida ha una rinnovata e preziosa attrattiva turistico/culturale, grazie anche alle Università Federico II di Napoli e Suor Orsola Benincasa.
Il Museo Civico– precisa il Direttore Nicola Scotto di Carlo – si può considerare una “infrastruttura culturale” in quanto si tratta di una “Istituzione permanente”, al servizio dei cittadini, nata con lo scopo di studiare, conservare e divulgare la storia, l’archeologia, la geologia, il mare, l’ambiente e la storia dell'isola di Procida.
Inoltre, è già nata con la Riserva Naturale di Stato una stretta sinergia perospitare il Centro Visite e Infopoint di Vivara. Il Museo Civico avrà diverse Sezioni: Geologia; Storia Antica dell’Isola di Procida; Storia della Marineria Procidana. Inoltre comprenderà il Centro Visite di Vivara, curata dalla Riserva, su flora, fauna aree protette e Rete Natura 2000 -. Infine, dopo 18 anni viene trasferita da Napoli a Procida, sempre presso l’ex Conservatorio delle Orfane, la sede del Comitato di Gestione della Riserva di Vivara. – Si tratta di un obiettivo fissato dal Ministero dell’Ambiente che si è  raggiunto grazie soprattutto alla forte volontà del Comune di Procida che ha messo a disposizione i locali e due dipendenti comunali.
Fondamentale è stato anche il supporto della Regione Campania–Presidenza e Assessorato all’Ambiente, che ha distaccato due dipendenti regionali presso la Riserva, nonché per aver garantito la prevenzione antincendio e la manutenzione della sentieristica attraverso la SMA Campania. A ciò si aggiunga il forte impegno dell’Arma dei Carabinieri, nella sua componente Forestale e Territoriale per il rafforzamento della sorveglianza della Riserva di Vivara.
Sono piccoli passi importanti per una maggiore tutela e valorizzazione di Vivara in piena sintonia con i proprietari signori Diana – afferma il Commissario Gennaro Esposito. - La proprietà di Vivara è ben felice dei risultati ottenuti dal Comune di Procida con il Museo civico e il trasferimento della sede del comitato di gestione della RNS Isola di Vivara  da Napoli a Procida località Terra Murata, luogo di grande interesse culturale. Siamo orgogliosi di presenziare a questa giornata per il Museo Civico di Procida che, siamo sicuri, accrescerà il patrimonio storico dell’Isolotto di Vivara al quale anche nostro padre, avv. Giuseppe Diana, era profondamente legato. Auguriamo che il Museo diventi un punto cardine della cultura Procidana e che trasmetta tutto il valore di Vivara e di Procida ai visitatori – affermano i proprietari dell’isolotto.




2 settembre 2020


Lavanderia borbonica di Nisida, appello al ministro: ora salviamola
Intellettuali e Comitato di Portosalvo: si sta sbriciolando pian piano per l’incuria
di Marco Molino

Ieri non è accaduto nulla di irreparabile ma potrebbe bastare anche una giornata particolarmente ventosa, o una pioggia intensa, per far crollare rovinosamente in mare la Lavanderia Borbonica, il monumento ottocentesco che si erge nella baia di Nisida a pochi metri dagli scogli. Su queste pagine avevamo già denunciato, nel lontano 2012, la disastrosa condizione della storica struttura, ma in otto anni non è stata effettuata nessuna opera di consolidamento e tantomeno sono arrivati i fondi promessi dal ministero della Giustizia per trasformare il diroccato palazzo in un moderno centro culturale. Nel frattempo le pareti del rudere hanno continuato a sbriciolarsi, una pietra dopo l’altra, e le associazioni segnalano il rischio di un imminente e definitivo cedimento dell’antico magazzino penitenziario. L’attuale presenza dell’istituto di detenzione per minori sull’isolotto conferma una secolare vocazione carceraria che nega tutt’oggi alla città un ricco patrimonio paesaggistico. Furono i Borbone a trasformare l’antico castello di età angioina in una prigione per condannati comuni e politici. E allo scopo di soddisfare le esigenze della casa di pena, nel 1815 fu realizzato lo stabile destinato alle lavanderie ed alle attività logistiche. «L’edificio abbandonato subisce l’azione corrosiva degli agenti atmosferici che aggravano la situazione di anno in anno – spiega Antonio Pariante del comitato di Portosalvo –. Un graduale crollo è praticamente già in atto e per fermarlo il demanio regionale dovrebbe urgentemente mettere in sicurezza il costone».

Affacciata sulla baia di Porto Paone, la Lavanderia è il punto d’arrivo dei sentieri naturalistici riscoperti nell’ambito del Parco Letterario occasionalmente aperto al pubblico. Ci si arrampica fra cactus e arbusti avvinghiati sul promontorio a picco sul mare fino a raggiungere il rudere dalle finestre nere, stretto nell’abbraccio mortale di rovi e rampicanti. Eppure la misteriosa costruzione è in sintonia con il fascino selvaggio dell’isola amata da autori, poeti e musicisti. «Già Omero descrisse le bellezze di Nisida – ricorda la professoressa Maria Franco, che ha insegnato nell’istituto minorile per trent’anni – poi l’hanno raccontata Cicerone, Plinio, Marziale, Boccaccio, Pontano, Sannazaro, Dumas padre, Matilde Serao, Benedetto Croce, Berlioz, Mendelssoh e tanti altri». In quest’arcadia a due passi da Bagnoli, la rinascita della Lavanderia Borbonica potrebbe rappresentare il primo passo per il concreto riavvicinamento dell’isola alla città. Qualche speranza l’aveva suscitata il progetto per la costituzione a Nisida del Centro Europeo di Studi sulla devianza giovanile, che prevedeva nel fabbricato di Porto Paone «la realizzazione delle sale per i seminari e gli incontri internazionali, attrezzate con moderni sistemi impiantistici ed informatici». Buoni propositi rimasti sulla carta. «Ciò che invece rimane adesso è il pochissimo tempo per rimediare – avverte Pariante – e noi lanciamo un appello al Mibac e alla Soprintendenza perché evitino il peggio».







1 settembre 2020

I Gabbiani corsi dell'Arcipelago di La Maddalena



Quest’anno i gabbiani corsi dell’Arcipelago di La Maddalena, provenienti dai siti di svernamento, si sono radunati in due colonie.
La più grande, insediata in una delle isole a sud e costituita da 50 esemplari, ha avuto uno scarso successo riproduttivo, con solo due giovani all’attivo. Non conosciamo le ragioni per questo fallimento - anche se non ci sorprende - ma solo le ipotesi riportate in letteratura: disturbo antropico, scarsità di risorse trofiche, competizione con altre specie, presenza di predatori...
La seconda, insediata in un piccolo isolotto a nord dell’isola maggiore, contava solo 22 individui ma ben 13 giovani, poi involati regolarmente.
Vi raccontiamo la storia di uno degli adulti che ha scelto questo secondo sito per riprodursi.
Jonathan - lo chiamiamo così, come ormai tutti i gabbiani del mondo – è nato nel maggio del 2006 nell’isola di Pianosa, nell’Arcipelago toscano. Ha quindi 14 anni.
Dopo poche settimane di vita, i ricercatori di ISPRA gli mettono un anello di riconoscimento sul tarso: lo terrà per sempre.
A fine estate è volato via verso la Spagna, in Catalogna, per poi essere osservato a fine novembre 2007 su una spiaggia di Tan Tan, in Marocco, un bel posto sull’Oceano Atlantico. Il 2 giugno dell’anno successivo si è trasferito a Gaeta, dove ha visitato una colonia riproduttiva.
Seguono 7 anni di anonimato: non sappiamo dove è andato, nessuno l’ha visto.
Il 2 agosto 2015, finalmente, lo segnalano a Porto Salvo, in provincia di Latina, vicino Gaeta.
Nelle estati del 2016, 2017, 2018 lo vedono nell’Oasi dei Variconi, Comune di Castel Volturno, in provincia di Caserta. Ancora non molto lontano da Gaeta.
Da noi arriva nel 2019, e qui nidifica e si riproduce anche quest’anno. Tornerà?


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23 agosto 2020

L’aquila è “Qui”!


Si chiama Inoche, che in lingua sarda significa “Qui”, la giovane Aquila del Bonelli che da qualche mese volteggia sul Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena.
Inoche è una delle aquile rilasciate in Sardegna grazie al progetto “Aquila a-Life” che ha come finalità l’incremento dell’areale di Aquila fasciata nel Mediterraneo occidentale ed il recupero della specie, oggi classificata - in Italia - in pericolo critico di estinzione (CR) a causa della distruzione dell'habitat, disturbo antropico e prelievo ai nidi per falconeria.
Il progetto – iniziato nel 2017 - è coordinato da GREFA, una ONG spagnola, con la collaborazione dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale in Italia e di ricercatori francesi nonché con il supporto formale della Regione Sardegna;  le azioni sull’isola sono realizzate da Forestas.
In Sardegna sono arrivati alcuni pulcini dalla Spagna già a fine 2018 mentre Inoche è stata liberata solo  il 12 luglio 2019; ora è monitorata, come le altre, con un trasmettitore GPS che segnala la posizione ai ricercatori ISPRA e che conferma la fase esplorativa dell’animale.
Si spera che il progetto riesca ad invertire la tendenza negativa di questa specie in Italia, applicando l’esperienza maturata in quelle aree nelle quali le liberazioni hanno portato risultati positivi (Madrid, Navarra e Avala,  anche se, purtroppo,  alcuni esemplari rilasciati nell’isola sono deceduti a causa di impatti con le linee elettriche aeree o uccisi dai bracconieri.
Cogliamo l’occasione per invitarvi a rispettare le regole generali che impongono di non disturbare gli animali selvatici del Parco ma anche di alzare lo sguardo verso il cielo per ammirare questo splendido rapace.


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31 luglio 2020


L’Isola di Capraia rivela il suo patrimonio archeologico
Un successo l’inaugurazione della mostra “Il Ritorno del Guerriero” nella Chiesa di S. Antonio

Sabato 25 luglio è stata inaugurata a Capraia, nell’affascinante contesto della Chiesa di Sant’Antonio, oggetto di una recente ristrutturazione, la mostra “Il ritorno del guerriero”, che espone una serie di importanti reperti archeologici ritrovati sull’isola e nelle acque che la circondano.
Fra questi, i più suggestivi provengono dalla cosiddetta Tomba del Guerriero, scoperta nel sagrato della Chiesa di Santa Maria Assunta durante i lavori Enel nel 1988. Al suo interno fu recuperato un importante corredo costituito da due fibbie per cintura di diverse dimensioni, in bronzo dorato con incastonati degli almandini e con chiodini bronzei ai lati per il fissaggio alla cintura; una spada di ferro con fodero ligneo, rivestita all’imboccatura da una lamina di bronzo argentato decorata con fregio di ovoli e linee parallele a zig-zag; un coltello in ferro, anch’esso con fodero ligneo. Armi e fibbie sono da attribuire a manifatture imperiali della Gallia. I resti dello scheletro ed il corredo permettono di attribuire la sepoltura ad un militare di 25-30 anni, alto circa 174 cm, di origine probabilmente non autoctona, forse un Franco dell’esercito imperiale di Avito, morto durante la battaglia della Corsica del 456 d.C. contro una la flotta vandala partita da Cartagine per saccheggiare la Gallia o l’Italia.

La mostra si protrarrà fino al 4 novembre 2020


Snorkeling  all’Isola di Capraia  con il progetto Interreg Neptune
Il calendario delle uscite con il Parco nazionale Arcipelago Toscano


Lo snorkeling è un'attività  che può essere fatta da chiunque, basta un minimo di attrezzatura per ammirare la bellezza dei fondali dell’isola di Capraia. Il mare qui ha una incredibile trasparenza che rende questa esperienza indimenticabile per la ricchezza di specie ed habitat protetti.   Il mare di Capraia tra l’altro in questi giorni offre incontri speciali con la natura, continuano infatti gli eccezionali avvistamenti della foca monaca  raccontati dai turisti, una specie molto rara che da decine di anni non si era fatta più vedere.
Il Parco ha organizzato 12 uscite di snorkeling con guida parco  gratuite, nell’ambito delle attività previste dal progetto Neptune, finanziato dal Programma di cooperazione transfrontaliera Italia Francia Marittimo 2014-2020 (http://interreg-maritime.eu/home)  e finalizzato a favorire lo sviluppo sostenibile delle attività ricreative e professionali subacquee, garantendo e sviluppando la tutela degli habitat marini e costieri ad elevato valore naturalistico e culturale. Il calendario snorkeling  prevede le uscite per 29 e 30 luglio, 5, 6, 12, 13, 16, 18, 19,22, 26 e 27 agosto . E’ necessario prenotare con  Info Park tel. 0565 908231 oppure presso il Centro di educazione ambientale  “La Salata” a Capraia  chiamando 320 9606560.  
Proseguono a Capraia, anche in agosto, le attività di sea watching.  Questi  momenti di esplorazione dell’isola via mare, al mattino o nel tardo pomeriggio, stanno avendo successo per le emozioni le ambientazioni negli orari in cui la luce  offre scenari e orizzonti spettacolari.  Il sea watching viene organizzato con una escursione in barca a piccoli gruppi accompagnati da una Guida esperta che aiuta i visitatori a individuare le specie ed ad osservarle da vicino ma nel massimo rispetto.
A bordo dell’imbarcazione, per l’attività di sea watching naturalistica, sono utilizzati binocoli di una delle aziende leader delle ottiche da osservazione, Swarovski Optik, grazie all’accordo di partnership con Federparchi e il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Per informazioni sui costi e per prenotare è necessario chiamare Info Park (tel.0565 908231) o il nuovo Centro di educazione  ambientale La Salata al n. 32096056560 L’escursione è adatta anche alle famiglie

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24 luglio 2020


Procida, l'isola delle famiglie lancia l'Sos: "Il mare sta mangiando la spiaggia"


A giugno sono sbarcati 25 mila turisti, ma l'erosione taglia gli ombrelloni. Formisano: "Difendiamo il nostro patrimonio"

di CRISTINA ZAGARIA  Fonte : Quotidiano La Repubblica


Procida, l’isola dei bambini, l’isola di Arturo lancia l’Sos: “Sta scomparendo la spiaggia”. A giugno e luglio sulla più piccola delle isole del Golfo di Napoli si sono rifugiate le famiglie campane e non solo, tanti turisti italiani, orfani di Mikonos, Ibiza, Santorini. I dati di giugno parlano di quasi 40 mila sbarchi, per la precisione 39.439 persone sono approdate sull’isola, se si tolgono circa 15 mila pendolari, parliamo di 25 mila turisti. E a luglio il trend è in aumento.

Ieri, al Comune di Procida, c’è stata una riunione tra operatori, forze dell’ordine e i titolari dei lidi  sulla sicurezza, ma a margine dell’incontro è emersa la preoccupazione per l ostato delle spiagge.

“Il  petrolio dell’isola è la sabbia”, hanno detto i titolari dei lidi balneari, che dopo aver perso un 30 per cento dei posti per le misure anti-covid, ora si trovano a lottare contro un nemico ancora più grande: “l’erosione inarrestabile delle spiagge con pericolo di frane”. Il grande nemico dell’estate 2020 a Procida, sono le onde che si mangiano l’arenile giorno dopo giorno.

E a Procida è a rischio il turismo del week-end, Infatti, se le famiglie che trascorrono il mese nelle case in affitto hanno ombrellone e servizi dei lidi prenotati, chi arriva nel fine settimana e alloggia in albergo rischia di finire in overbooking per ombrellone e lettini.

“A settembre ci sono le elezioni- interviene chiaro Giorgio Formisano, storico imprenditore e titolare del lido la Rotonda – amministrative e al di là degli schieramenti politici, il primo punto nel programma del nuovo sindaco e della nuova giunta devono essere il ripascimento  degli arenili e il consolidamento dei costoni. Procida ha bisogno di spiagge. Dal mare e dal turismo ripartirà questa isola dopo i difficili mesi di fermo per il coronavirus”.

Come? “Non è mio compito il come – incalza Formisano – io sono un operatore turistico e il mio compito è accogliere famiglie, coppie e ragazzi in sicurezza e con professionalità, ci saranno i tecnici e l’Università a trovare il modo di proteggere le nostre spiagge:  scogliere, pompaggio esterno, manutenzione…. Sceglieranno loro il metodo più efficace ed economico e la parte politica dovrà  trovare i soldi, alla Regione e in Europa. Ma non abbiamo più tempo. L’isola ha bisogn odi rilanciare l’economia estiva per resistere anche nei lunghi mesi invernali, a ottobre e novembre, quando tutti ci troveremo a pagare, tasse e concessioni….”.

I lidi balneari puntano sul mix famiglie+ giovani. Le famiglie sono la solidità, il flusso costante e che torna ogni anno, i giovani, le coppie, i single sono quelli che arrivano sull’isola per tre-quattro giorni, fittano motorini, prendono taxi, fanno aperitivi e portano sull’isola un’iniezione di vita e denaro. “Se viene meno una delle due componenti - spiegano gli operatori turistici- l’Isola si blocca e sarà difficile affrontare il 2021, così pieno di incertezze per tutti”.

“Tante spiagge libere sono inagibili – conclude Formisano – perché i costoni non sono sicuri, allora lavoriamo per la messa in sicurezza e per proteggere la spiaggia. L’unione delle due azioni porterà a risultati duraturi nel tempo. Partendo da qui, poi, si potrà lavorare per il piano colori dell’isola, che già c’è, il decoro urbano, la sicurezza e far diventare Procida uno dei gioielli del turismo di qualità italiano”.




23  luglio 2020


Inaugurati i bagni Pubblici all'Isola di Giannutri  Parco e
Comune del Giglio insieme per migliorare i servizi


Giannutri  Parco e Comune  hanno inaugurato  i bagni pubblici all’Isola di Giannutri, il Vice Presidente del Parco Stefano Feri e il Sindaco del Giglio Sergio Ortelli hanno inaugurato i bagni pubblici realizzati dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano con la collaborazione con il Comune di Isola del Giglio che ha concesso il terreno.
Un primo significativo passo verso la creazione di nuovi ed essenziali servizi.
I lavori proseguiranno con la bonifica dell'area interessata dai ruderi delle ex baracche di cantiere e con la realizzazione del centro funzionale pubblico. Interventi che si aggiungono a quelli già in essere da parte della Soprintendenza per la ristrutturazione dell'immobile a Cala Maestra. Segnali importanti che testimoniano l'attenzione sulla piccola isola e il reimpiego sul territorio anche delle risorse introitate con il ticket di ingresso all’Isola.

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14 luglio 2020


Budelli, via entro l'anno gli abusi edilizi dell'isola, "sfratto" per custode
Casa diventerà un osservatorio ambientale del Parco La Maddalena


Via entro il 2020 gli abusi edilizi sull'isola di Budelli e addio all'esilio volontario per l'80enne Mauro Morandi, per oltre trent'anni il custode solitario dell'isola per conto della vecchia proprietà, oggi considerato inquilino senza alcun titolo di un bene dello Stato. Il Parco nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena accelera.

L'ultimo consiglio del direttivo ha deciso di andare avanti a tappe forzate per tenere fede al cronoprogramma stilato due anni fa e avviato lo scorso anno con un'opera di bonifica e di pulizia cui dovrà seguire l'abbattimento di opere realizzate senza autorizzazione, come stabilito dal Comune di La Maddalena.

La volontà politica del Parco, sebbene sia impossibile indicare una data, è chiarissima: gli interventi di recupero dell'immobile sono inseriti tra le priorità di amministratori e management.

È ormai storia il fatto che quella che viene indicata come "la casa del custode" abbia subito nel corso dei decenni modifiche e trasformazioni che, secondo il Parco, almeno in parte sono state realizzate senza alcun permesso. Per questo motivo saranno abbattute, e l'avvio del cantiere sarà l'occasione per accommiatarsi da Morandi, che non potrà stare lì durante i lavori né ci potrà tornare in seguito.

Morandi avrebbe dovuto lasciare l'Isola nell'agosto del 2017 ma il suo "sfratto" era stato fermato da una petizione on line che aveva raccolto 18mila sottoscrizioni. Oggi il suo addio sembra quasi una certezza.

Le demolizioni e il ripristino dello stato dei luoghi rappresenteranno un secondo step rispetto alla bonifica fatta l'anno scorso, con 9 quintali di rifiuti asportati via mare: plastiche, bottiglie di vetro, legname di risulta, ferro, bidoni, materassi, persino un'enorme boa in metallo. Recuperare l'edificio che affaccia sulla Spiaggia Rosa costerà al Parco 60mila euro. L'idea è di realizzare un osservatorio ambientale.

Fonte : ANSA





13 luglio 2020


PARTENZA DALL'ISOLA D'ELBA PER ESCURSIONI A
CAPRAIA E GIGLIO
CON IL PARCO NAZIONALE ARCIPELAGO TOSCANO

Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano per l'estate 2020  propone  di accorciare le distanze tra l’Elba e le altre isole con visite guidate a Capraia e al Giglio. La partenza è dall’isola d’Elba il venerdì per Capraia e il mercoledì per il Giglio con piccoli gruppi da 12 persone accompagnati da Guide Parco alla scoperta del patrimonio naturale e storico e per fare un bel tuffo nelle spiagge più belle.

Per consultare il calendario delle partenze e vedere tutte le informazioni occorre prenotare la visita online andando sul sito: https://prenotazioni.islepark.it

ISOLA DI CAPRAIA.IL NUOVO  ITINERARIO ARCHEOLOGICO ALLA SCOPERTA DEI PALMENTI.

La visita all’Isola consiste in un’escursione trekking sui ritrovamenti archeologici dell’isola per raccontare le tecniche  antiche della produzione vitivinicola nelle comunità locali. L’ itinerario dal porto conduce in località ‘Segalaio’ per proseguire in paese. Passeggiando insieme alla guida Parco si potranno conoscere le testimonianze che rivelano la vocazione alla produzione vitivinicola dell'isola e conoscere la storia della comunità capraiese attraverso le sue case, gli edifici religiosi, le fortificazioni del borgo storico dell'isola vulcanica dell'Arcipelago Toscano. Nel corso della visita sono previsti momenti di relax oltre la sosta per il bagno e per il pranzo a cui dovranno prevedere direttamente i partecipanti.





8 luglio 2020


On-line il nuovo sito internet dedicato alla Riserva della Biosfera Isole di Toscana
Approfondimenti ed informazioni per comprendere i valori UNESCO dell’Arcipelago Toscano

Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano annuncia la pubblicazione del sito internet
dedicato alla Riserva della Biosfera MAB UNESCO “Isole di Toscana” di cui è soggetto coordinatore.








26 giugno 2020

ISOLA DI CAPRAIA: LA FOCA MONACA TORNA A CASA

Una notizia straordinaria che pone al centro dell’attenzione nazionale e internazionale l’Isola di Capraia.


Dopo sessanta anni la Foca monaca (Monachus monachus) è tornata a visitare la grotta che prende il suo nome, nella costa occidentale dell’isola.


Dopo gli avvistamenti registrati nelle ultime settimane, uno dei quali validato secondo la rigidissima procedura operata dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, le indagini sono proseguite con successo. Martedì scorso due esperte ricercatrici di ISPRA, Giulia Mo e Sabrina Agnesi, accompagnate dal Presidente del Parco Nazionale Arcipelago Toscano, Giampiero Sammuri, hanno effettuato un primo sopralluogo presso la Grotta della Foca applicando il protocollo di controllo delle grotte, condiviso dai ricercatori in Mediterraneo, e volto a non creare disturbo e a non spaventare eventuali animali presenti in grotta.

Grandissima l’emozione quando la prima ricercatrice ha visto distintamente un bellissimo          esemplare di Foca monaca all’interno della grotta che stava riposando, mentre il presidente e la collega aspettavano all’ingresso della grotta. Grazie alla cautela adottata ed all’aiuto della risacca, l’animale non si è accorto del           sopralluogo in corso. Ovviamente il sopralluogo è stato immediatamente interrotto abbandonando velocemente il sito, seppure in sicurezza e con tutte le attenzioni necessarie.

Nella giornata di lunedì il Presidente e il Direttore dell’Ente Parco, Maurizio Burlando, hanno incontrato il Sindaco Marida Bessi e i soggetti economici che operano nell’area allo scopo di concordare come gestire questa eccezionale notizia, sia con obiettivi di tutela, ma anche come opportunità per lanciare nuove iniziative di turismo sostenibile quale ad esempio attività di “seal watching” (avvistamento foche).

ISPRA ha organizzato una nuova missione che, nella giornata di mercoledì 24, ha confermato quanto era già stato registrato.   Sono stati trovati e raccolti escrementi della foca e si è proceduto ad installare un dispositivo per il monitoraggio della grotta con l’obiettivo di raccogliere tutte le informazioni possibili in merito a questo insperato ritorno a “casa”.

Purtroppo nella giornata di martedì 23, malgrado le raccomandazioni e le rassicurazioni del giorno precedente, un incauto     comportamento da parte di un’imbarcazione, che è addirittura entrata all’interno della grotta, ha obbligato l’Ente Parco ad   assumere un‘ordinanza che vieta l’accesso, in ogni forma e con ogni mezzo, nell’area prospiciente la grotta stessa.

Le raccomandazioni che erano state date da parte del Parco avevano lo scopo di proteggere l'animale, ma anche di evitare      l'applicazione di nuovi vincoli; era stato chiesto un aiuto ai principali fruitori delle coste isolane al fine di gestire la situazione con il buon senso e con le note norme della area marina protetta. Non sono passate neanche 24 ore dall' incontro che quanto concordato è venuto meno.

“Non si vuole creare difficoltà agli operatori locali - afferma il Presidente del Parco Sammuri - tanto è vero che, sapendo della presenza della Foca monaca, avevamo subito organizzato un incontro, proponendo anche interventi di supporto economico a favore di alcuni settori che operano a mare, con spirito collaborativo e molto rispettoso delle loro realtà. Avevo personalmente assicurato che nessun provvedimento restrittivo sarebbe stato adottato qualora fossero state attuate le misure  concordate, che si sostanziano semplicemente nel non avvicinarsi al sito in cui sapevamo esserci prove della presenza del raro animale. Purtroppo qualcuno non ha rispettato i patti. Tutto ciò mi ha costretto ad intervenire come non era mia intenzione.

Ora valuteremo, insieme all’Amministrazione di Capraia Isola, come procedere per tutelare la Foca e per coinvolgere in        maniera sempre più inclusiva e collaborativa la comunità locale. Stiamo vivendo un momento veramente eccezionale - conclude il Presidente Sammuri - che potrà avere anche un ritorno di immagine incredibile per l’Isola di Capraia in termini turistici.”

Sito web mittente: http://www.islepark.it/





4 giugno 2020


Santo Stefano, dal tavolo istituzionale un nuovo impulso
al progetto di recupero e valorizzazione
Definito il piano operativo e il cronoprogramma del progetto
di recupero e valorizzazione dell'ex carcere borbonico

Nuovo impulso al progetto di recupero dell’ex carcere di Santo Stefano arriva oggi dal Tavolo Istituzionale Permanente del Contratto di Sviluppo S. Stefano-Ventotene, presieduto dal Commissario straordinario del Governo Silvia Costa. Una riunione che ha visto tra i partecipanti il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Riccardo Fraccaro, il Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, il Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano. Nei mesi scorsi, nonostante l’epidemania del Covid 19, Silvia Costa ha avuto riunioni di lavoro istruttorie ed ha svolto audizioni con le Associazioni più rilevanti, impegnate da anni in attività e progetti per S. Stefano e Ventotene.

METTERE IN SICUREZZA LE RISORSE
All’incontro del 4 giugno è stato presentato il piano operativo e il cronoprogramma da qui fino alla fine dell’anno prossimo che ha ricevuto un’accelerazione con la firma dell’accordo tra Mibact e Invitalia in qualità di attuatore unico del Contratto di Sviluppo. Una ‘ripartenza’ che consentirà di mettere in sicurezza le risorse (70 mln di euro) a disposizione del progetto. C’era effettivamente il rischio di perdere le risorse, un rischio che sembra tuttavia superato grazie alla ripresa delle attività e all’interlocuzione della Costa con il ministero della Coesione territoriale: “Siamo riusciti a ottenere che per il progetto di Santo Stefano-Ventotene - spiega Costa ad AgCult al termine della riunione del Tavolo - sia esclusa la possibilità di riprogrammare (e quindi ridestinare) le risorse ad esso assegnate. Durante il mio incarico cercherò di mettere in moto tutte le attività per consentire il completamento dei lavori nel più breve tempo possibile”. Invitalia, prosegue la Costa, in qualità di attuatore unico, “ha un ruolo molto significativo. Ha esperienze molto interessanti, quello che abbiamo chiesto è che ci sia grande attenzione perché il progetto sia orientato alla sostenibilità, in linea con le prerogative attuali dell’isola”.

PROSSIMI PASSI
Dall’accordo con Invitalia arrivano importanti novità. Innanzitutto, la prima fase del progetto non sarà solo la messa in sicurezza, ma “prevediamo che tutto il corpo del carcere sarà coinvolto, anche i torrioni dell’800 e tutti i sentieri”. Previsto anche il restauro conservativo della gendarmeria del carcere così da “consentire di avere un luogo per la direzione lavori, accoglienza visita e aree di restauro perché vorremmo laboratori didattici in loco durante i lavori”. Ripreso in mano anche il progetto dell’approdo che oggi consente l’arrivo solo con una imbarcazione piccola: “In prospettiva vogliamo approntare un progetto sostenibile per consentire un raggiungimento adeguato dell’isola”.
Forte accelerazione anche sulle prossime tappe: entro un mese si dovrà tenere la conferenza dei servizi, entro due mesi i rilievi, entro dicembre il bando per la messa in sicurezza. L’auspicio del Commissario è che “tutte le amministrazioni accelerino i propri compiti in uno spirito di servizio e di condivisione”.







20 Maggio 2020


Riparte con la Settimana della natura la fruizione del
Parco Nazionale Arcipelago Toscano Riaperte anche
le visite a Montecristo dal 23 maggio 2020


A seguito delle indicazioni contenute nel nuovo Decreto Legge del 16 maggio 2020 n. 33 e del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 maggio 2020 è possibile finalmente tornare a fruire delle aree protette e a vivere la rigenerante esperienza del contatto con la natura nei Parchi: le attività all’aria aperta sono infatti, in questa delicata fase di ripresa, fra le meno rischiose e i Parchi dispongono di ampi spazi naturali pronti ad accogliervi.
Il Parco Nazionale Arcipelago Toscano riprende le sue attività in occasione della prima edizione della Settimana della Natura, che si terrà in tutte le aree protette italiane dal 18 al 24 maggio: sette giorni di appuntamenti dedicati alla conservazione della natura, dalla valorizzazione dei beni culturali nei parchi alla tutela della biodiversità, dalla protezione delle api e delle tartarughe al turismo sostenibile.
Le nostre isole saranno territori privilegiati per sperimentare una nuova fase di immersione nelle straordinarie eccellenze ambientali e storico-culturali. A disposizione dei visitatori una vastissima rete di sentieri che attraversano le isole, reticolato vitale che congiunge una spiaggia ad una vetta, una collina ad un sito archeologico, un centro abitato ricco di storia ad un area dove la natura si manifesta ancora incontaminata e selvaggia. Intorno il mare, trasparente e ricco di biodiversità, dove tuffarsi per sperimentare il recupero di una dimensione di libertà e di benessere psicofisico.
Al via le visite guidate alla scoperta degli angoli più segreti dell'Isola d'Elba, a breve riaprirà l'Info Park di Portoferraio mentre più gradualmente, a seconda delle diverse esigenze e con orari differenziati, verranno riorganizzate le aperture delle Case del Parco e dei Centri di Educazione Ambientale.
Riprende il calendario di visite all'Isola di Montecristo con la prima escursione programmata per sabato 23 maggio. Riprendono le attività nell'Isola del Giglio e le visite della villa romana dell'isola di Giannutri, mentre si è in attesa del riavvio dei servizi di linea per iniziare a riproporre i servizi turistici nell'isola di Pianosa. In rampa di lancio anche la riattivazione dei programmi di fruizione di Capraia e di Gorgona, in funzione delle decisioni che verranno assunte dalle amministrazioni competenti.
Per garantire la massima tutela rispetto all’emergenza COVID-19, il Parco Nazionale Arcipelago Toscano insieme a Federparchi e con la collaborazione del Campus Bio Medico Università di Roma ha predisposto uno specifico protocollo che sarà applicato da tutti i suoi operatori, sia all’interno dei punti informativi/centri visita, sia durante le escursioni:

- ogni partecipante alle escursioni deve essere dotato di mascherina e scarpe da trekking

- saranno rispettate le regole del distanziamento sociale e utilizzati i dispositivi di sicurezza laddove necessario

- grazie al servizio che le Guide Parco, opportunamente formate, erogheranno durante le escursioni saranno garantite funzioni di educazione sanitaria e controllo del rispetto delle regole stabilite

Il calendario di attività per fruire del Parco Nazionale Arcipelago Toscano che comprende sia escursioni sul territorio sia eventi digitali sarà  pubblicato sul sito del Parco  www.islepark.it nella sezione Visitare il Parco / attività ed eventi con il Parco.



Si ricorda che è possibile sempre contattare Info Park, info@parcoarcipelago.info - 0565 908231 per avere delucidazioni.

Sito web mittente: http://www.islepark.it/






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